“Portami via lontano dal resto, mi piace pensare che puoi…”

E negli anni novanta venne fuori il grunge. I giornalisti identificarono questo nuovo genere, con una serie di gruppi che prese a farsi sentire dalle parti di Seattle. Le band appartenenti a questo filone, erano composte da ragazzi giovani dalle storie difficili, con alle spalle famiglie sfasciate, problemi con la droga e una serie di traumi infantili da poterci scrivere un trattato.
Questi ragazzi buttavano fuori il loro molo attraverso la musica, sputavano il veleno con suoni viscerali e testi al vetriolo.
In Italia, un fenomeno del genere non si è mai avuto. Da un lato è una fortuna, perché oggi possiamo raccontare di quella che potremmo definire l’unica band del grunge italiano.
Oggi raccontiamo della storia dei Movida, la band milanese che nel corso degli anni novanta ha pubblicato due dischi davvero interessanti, che a riascoltarli ancora oggi, accendono e infiammano.
La band nasce dalle ceneri di diversi gruppi: il batterista Mario Riso e il chitarrista Gianluca Battaglion sono stati due colonne nella band hard rock Royal Air Force (RAF), mentre il cantante Alessandro Ranzani proveniva dai Pragma. Il quintetto si completa con Giovanni Frigo alla chitarra e Ivan Lodini al basso.

Frammenti Simili

Frammenti Simili


Il disco d’esordio della band milanese si intitola Contro ogni tempo ed è una scarica di rock assolutamente indomabile. Mario Riso non si limita a suonare la batteria, ma ridisegna lo strumento nella sua essenza, diventando a volte protagonista, a volte comprimario.
Ivan Lodini completa la sezione ritmica con linee di basso potenti, decise, che sottolineano l’urgenza dei testi, o la morbidezza dei concetti. Le chitarre di Battiglion e Frigo irrompono e devastano, ricuciono e trascinano in un turbinìo di eccessi e mancanze che dà il capogiro. Inutile dire che la ciliegina sulla torta-Movida, è la voce di Alessandro Ranzani. Calda come lo Scirocco che viene dal mare, aspra, graffiante e incazzata quando serve, è uno strumento polifonico che traduce in canzoni le emozioni del frontman.
Brani come Violenza e Svegliatemi sono un grido liberatorio, a metà tra una richiesta d’aiuto e un avviso al mondo finto che circonda i ventenni di qualunque latitudine. Anni Luce può essere considerata addirittura un inno generazionale, un manifesto in cui riconoscersi non è affatto difficile. Non mancano episodi romantici e riflessivi, come la bella Immaginare. Tentare di descrivere Contro ogni tempo è pari a voler fermare un treno con gli alluci.
Quando, nel 1995 il disco venne pubblicato, il successo fu immediato e trascinante. La Spell Record pubblica, contemporaneamente, anche la versione inglese dell’album (Against it all).
Il successo di pubblico e critica è immenso. Oltre oceano fioccano i riconoscimenti: miglior band al
Concrete Foundation Forum” di Los Angeles.
Il singolo scelto per il mercato è Anni Luce (Light Years) che cavalca le onde radio degli States e viene scelto per la colonna sonora del film The Touche.
I Movida ricordano davvero molto i primi Pearl Jam, anche nella scelta artistica dei contenuti del cd, ma rispetto alla band di Seattle si caratterizzano per una grinta musicale perfettamente in linea con le sensazioni gocciolanti delle loro canzoni.
Dopo il grande successo, la band pubblica il suo secondo disco, intitolato Frammenti Simili. La registrazione è più curata, la tecnica è migliore e alla produzione partecipa anche Marks Lepore come produttore artistico.

Contro Ogni Tempo

Il canovaccio sonoro e canoro resta di altissimo livello, i brani si inseguono, si lasciano ascoltare e si trascinano dietro rabbia, freddo, amore e voglia di farsi sentire.
La maggiore cura della registrazione di Frammenti simili attenua la spontaneità devastante che veniva fuori dall’ascolto di Contro ogni tempo per favorire il lato più tecnico e meno umorale del disco.
Inspiegabilmente, quando tutto lasciava presagire l’uscita del terzo album, i Movida annunciano una pausa. Soltanto quest’anno la band è tornata a calcare il palco, proponendo i vecchi brani e lasciando qualche speranza per il futuro.
In questi anni i Movida hanno preso parte a diversi progetti: Ranzani è tornato a pubblicare con la sua vecchia band, i Pragma (con testi rigorosamente in inglese), e Mario Riso ha fondato il progetto Rezophonic, all’interno del quale ha convogliato numerosi artisti italiani per la raccolta di fondi necessari alla costruzione di pozzi nel continente africano.
Dopo la recente reunion del gruppo, che si è esibito dal vivo mostrando ancora uno smalto intaccato, si aspettano i prossimi passi della band che, senza esitazione, può esser definita il più bel punto di contatto tra il rock e il metal della musica italiana.

Dottor Key


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~ di dottorkey su ottobre 10, 2008.

3 Risposte to ““Portami via lontano dal resto, mi piace pensare che puoi…””

  1. Conosco in maniera meno approfondita la musica dei MOVIDA, ma leggendo l’articolo in questione non posso non condividere la loro importanza per quanto riguarda il rock italiano. Il sound alternativo di oggi è sempre meno diretto ed incisivo, si punta sempre di più a testi e musica poco di impatto. I movida hanno invece dato esempio di come comunicare in maniera diretta sia con i testi che con le musiche, ed erano una band veramente tosta. Come poi succede sempre in italia con il rock, non hanno avuto il successo meritato, mentre oggi i nostri migliori prodotti sono tiziano ferro e le vibrazioni oltre ai vincitori di amici di maria.
    LONG LIVE ROCK N’ ROLL!

  2. GRANDI MOVIDA HO ENTRAMBI I LORO DISCHI E CANZONI COME “UNIVERSO” E “SAREMO LI’ ” RAPPRESENTANO UNO DEI MIGLIORI ESEMPI DI COME UNA VOCE VEDDERIANA COME QUELLA DI RANZANI ED IL ROCK SI SPOSINO ALLA GRANDE CON LA LINGUA ITALIANA……… A QUANDO IL NUOVO ALBUM?

  3. E CHE FINE HANNO FATTO I ” KARMA” , GLI “ESTRA”, GLI “SCISMA”, I “RITMO TRIBALE” ? LA SBOBBA COMMERCIALE CHE CI PROPINANO SOFFOCA LA MUSICA ITALIANA CHE VIVE DI SUDORE FATICA E VERA GAVETTA SENZA PASSARE PER X-FACTOR VARI

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