Un futuro inaspettato

Prima di oggi associavamo il 21° secolo al futuro, un futuro dominato da alta tecnologia che ci avrebbe permesso di viaggiare in auto volanti, di collaborare assieme a robot umanoidi in mansioni più disparate, di fare viaggi nel tempo, di popolare Marte, di vagare nello spazio a bordo di un treno. Poco prima del capodanno del 2001 c’era ancora qualche bambino sognatore che rispondeva alle interviste in cui gli veniva chiesto cosa ne pensasse del terzo millennio con esclamazioni come “Spaziale!”.
L’inizio del ventunesimo secolo è stato relativamente deludente: viaggiamo ancora in auto, i robot non hanno forma umanoide né posseggono coscienza, lo spazio è ancora un sogno, non possediamo computer in grado di sostituire la nostra mente. Tuttavia non si può dire che la tecnologia non sia progredita.

Uno dei progetti più ambiziosi che l’umanità abbia mai realizzato si trova proprio adesso al CERN di Ginevra, dove sono stati investiti più di 2 miliardi di euro. Dopo 14 anni, l’LHC (Large Hadron Collider), il più grande acceleratore di particelle mai realizzato, si è rivelato pronto a far scontrare due fasci di protoni e ioni pesanti al 99,9% della velocità della luce lungo un circuito di 27 km scavato 100 metri sotto terra.
Veniva invano ipotizzata la fine del mondo a causa di un enorme buco nero che avrebbe inghiottito la Terra, ipotesi smentita sul momento, siccome in Fisica si conoscono fenomeni ben più grandi di un “semplice” scontro di particelle, e anche perché se un buco nero dovesse espandersi ci metterebbe centinaia di migliaia di anni per inghiottire la Terra; la paura che qualcuno stesse giocando con la fine del mondo è stata ben peggiore rispetto all’episodio del Millennium Bug.

I primi passi del progetto sono stati effettuati lo scorso 10 Settembre 2008, non escludendo complicazioni. Il progetto vero è proprio partirà durante la primavera del 2009 e si dividerà in quattro esperimenti principali e due secondari che permetteranno di conoscere, in poche parole, come dall’energia sia possibile (o meno) creare massa, ovvero l’origine del Big Bang.
Ogni sezione si occuperà di rilevare informazioni e condurre esperimenti differenti, ma tutti legati dallo stesso scopo.

Atlas (A Toroidal LHC ApparatuS) si prenderà cura di notare dove e come si materializzerà il “Bosone di Higgs“, volgarmente detto Particella di Dio; dovrebbe teoricamente apparire una volta al giorno. Il Bosone di Higgs permetterà di spiegare i misteri relativi alla massa e perché nell’Universo l’antimateria sia andata quasi disperdendosi dopo il Big Bang.

Simulazione dell'apparizione del Bosone di Higgs

Alice (A Large Ion Collider Experiment) permetterà di studiare le interazioni tra le molecole a temperature elevatissime, dove si dovrebbe formare la materia primordiale, ovvero un plasma quark-gluone.

LHCb (Large Hadron Collider beauty, e non chiedetemi il perché di questo nome!) studierà il comportamento della materia e dell’antimateria negli istanti successivi alla creazione dell’Universo, e verificherà la Teoria della Supersimmetria.

Il CMS (Compact Muon Solenoid) è un superconduttore dal campo magnetico immenso che permetterà di rilevare il Bosone di Higgs e di studiare in seguito perché tra antimateria e materia solamente la seconda abbia formato gran parte dell’Universo a noi conosciuto.

Oltre a questi quattro progetti principali, vanno inoltre citati TOTEM (Total Cross Section, Elastic Scattering and Diffraction Dissociation) e LHCf (Large Hadron Collider forward), rilevatori che studieranno le collisioni tra particelle che non seguiranno perfettamente la direzione dei fasci.

In fondo, nessuno si sarebbe aspettato che nel futuro avremmo scoperto le origini dell’Universo. Ma se continuate a preferire le macchine volanti, per quello ci vorrà ancora un po’.

Una curiosità: pare che buona parte di ricercatori potenzialmente nerd si sia data da fare per produrre un video rap sull’esperimento che ho scoperto sul sito ufficiale del progetto Atlas:

Large Hadron Rap

Thunder Teaser

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~ di Montblanc su ottobre 4, 2008.

5 Risposte to “Un futuro inaspettato”

  1. Dai ricordi degli ormai lontani tempi del liceo, mi pare che per creare un buco nera serva come minimo la morte di una stella, ovvero un’enorme massa di materia che implode.
    Come cavolo pensavano si potesse riprodurre in laboratorio una cosa del genere?

  2. Quelli riprodotti in laboratorio sono dei micro buchi neri che evaporano all’istante, fortunatamente; per creare buchi neri che non superino la velocità di fuga terrestre ci vorrebbe ben altro!

  3. Forse non mi sono spiegata bene. Mi stavo domandando chi potesse realmente temere che il nostro pianeta venisse inghiottito da un buco nero creato in laboratorio.

  4. La ragazza indiana che s’è suicidata quando un fulmine è cadutoo e che credeva fosse cominciata l’Apocalisse?
    No, il mondo non finirà così in fretta, non secondo Nostradamus che ha previsto il calo del sipario per il 3700 circa!

  5. C’è chi prevede il “calo del sipario” per il 2012, l’anno in cui finirà il calendario Maya… che strana coincidenza.

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