Rock all’italiana

A volte la vicinanza annebbia la vista. Se certi personaggi nati nel Bel Paese fingessero di non conoscere l’Italiano e si esprimessero solo in Inglese, è molto probabile che sarebbero considerati dei veri idoli.

Appartiene a questa categoria la cantante senese Gianna Nannini, esemplare unico di rock italiano al femminile. I più la conoscono per i brani che negli anni Ottanta hanno monopolizzato la radio come Fotormonaza e I Maschi, ma la cantatrice cinquantaduenne ha tantissimi brani di grande spessore artistico, nel suo repertorio.

Disegnando le sue rime su frasi di chitarre elettriche e bassi tumultuosi, la Giannina s’è calata al meglio nella parte della rocker. In un periodo storico molto perbenista, come quello degli anni Ottanta italiani, dove se la sera in tv c’era “Telemike”, il mondo andava bene, Gianna Nannini tirò fuori canzoni incazzate e reali. L’America è un brano che parla esplicitamente di sesso, ma non solo di quello; la Nannini si spinge addirittura a raccontare di masturbazione femminile, nella bigotta Italia di Toto Cutugno e “degli spaghetti al dente”. Grazie al successo di pubblico e critica che riscosse con quel brano, è stata consacrata come idolo delle platea rock italiana ed europea.

I suoi testi sono spesso belli e vissuti, ispirati alla società (è il caso di Scandalo in cui un uomo di potere seduce una donna e viene scoperto dai paparazzi), oppure a storie assaporate in prima persona. Il suo modo di cantare l’amore è di una dolcezza potente, disarmante, che non lascia indifferente. Brani come Meravigliosa Creatura, Giorno disumano o Babbino caro fanno apprezzare il lato romantico ed estremamente dolce di un personaggio che, se conosciuto solo superficialmente, può risultare poco socievole e molto cattivo.

Non è affatto così, invece. Gianna Nannini ha una sensibilità, sia artistica che umana, che viene fuori in splendida luce ascoltando bene le sue opere. Attivista con GreenPeace, da sempre attenta alle politiche sociali, contraria alla guerra in ogni sua forma (Radio Baccano in collaborazione con Jovanotti), Gianna Nannini è la cantante rock dei nostri tempi: sfrontata ma mai inutilmente eccessiva.

Il successo europeo della cantante senese è l’ennesima testimonianza di un talento assoluto e riconosciuto. Nel resto d’Europa i concerti della Nannini registrano continui sold out e, per definire una volta per tutte il grande appeal che la donna del rock italiano possiede, basti pensare che nell’estate scorsa ha aperto il concerto tedesco dei Bon Jovi.

Il talento artistico che la contraddistingue l’ha portata a realizzare dischi sempre molto diversi tra loro, avvalendosi di produttori artistici internazionali che hanno lavorato con i migliori musicisti di tutto il mondo. Sempre aperta all’esperienza, è stata capace di realizzare l’album Perle: una raccolta di suoi brani arrangiati con archi e piano, senza far perdere alle sue canzoni lo stile e la potenza tipica della musica rock.

Attualmente Gianna Nannini è in giro per l’Italia, a portare sui palchi dello stivale la sua energia. Nonostante l’età non più giovanissima, infatti, Gianna si fa ancora apprezzare sul palco per la potenza, la grinta, la passione e la voglia di stupire e cantare.

Una donna che è riuscita a fare della musica uno stile di vita, un personaggio che si ama o si odia senza mezzi termini, ma soprattutto un artista che merita un approfondimento da parte dei cultori del rock.

Dottor Key

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~ di the Marius su settembre 29, 2008.

6 Risposte to “Rock all’italiana”

  1. Tutto giusto e sacrosanto, ma “Amandoti” ce lo siamo lasciato scappare?!!!

  2. Hai ragione, ma per parlare di una carriera così lunga, qualche taglio bisogna pure farlo :-).
    “Amandoti” è una canzone che Gianna Nannini ha inserito nell’album “Perle”, ma non è stata scritta da lei, bensì da Giovanni Lindo Ferretti, ex CCCP poi divenuti CSI (Consorzio Suonatore Indipendeti), oggi PGR (Per Grazia Ricevuta). Resta comunque una delle più belle canzoni cantate dalla Giannina.

  3. So che bisogna “tagliare”, don’t worry. Era solo una tiratina d’orecchio* per non aver nemmeno citato una canzone così bella. magari non l’ha scritta lei, ma è la sua voce a darle vita.

    *Chiedi al buon Marius quanto può essere virulenta la sottoscritta 😉

  4. Troppo.

  5. Troppo? Troppo?!
    Wow, non me lo sarei mai aspettata.
    GRAZIE!

  6. Non c’è di che. :p

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