Il Tempio del Cane

Andie Wood faceva il cantante. Era di Seattle, era il leader dei Mother Love Bone – fine anni ottanta, Seattle, Grunge… Seattle, Grunge, Eroina. A precedere altre illustri vittime, magari più celebri di lui (ma come lui giovani poeti maledetti), Andie morì d’overdose nel 1990. S’era di Marzo, s’era nel giorno in cui il suo compagno di stanza tornò da un tour con la sua band. Faceva il cantante pure lui. Fa il cantante pure lui. Era il leader dei Soundgarden, allora. Si chiamava, e si chiama ancora, Chris Cornell: da lì a qualche anno senza alcuna blasfemia sarebbe stato inserito nella lista dei dieci migliori cantanti rock di sempre. Chris ripartì con la sua band, in tour, poco dopo: nelle interminabili giornate passate sul tourbus scrisse due canzoni per l’amico morto. Una si chiamava Reach Down, l’altra Say Hello 2 Heaven. Erano canzoni acustiche, poco ricordavano quel rock sporco, duro e distorto che nasceva a Seattle in quegli anni. Quindi, Chris Cornell contattò Stone Gossard e Jeff Ament, rispettivamente chitarrista e bassista degli ormai defunti Mother Love Bone, il chitarrista Mike McCready ed il batterista della sua band, Matt Cameron, per dare forza e potenza a quelle canzoni, e scriverne di nuove, e registrarle. Proprio qualche tempo prima delle registrazioni, Gossard, Ament e McCready, che stavano preparandosi a formare una nuova band (suonavano insieme già da un po’), fecero un’audizione ad un cantante, un benzinaio di San Diego che si chiamava Eddie Vedder, e decisero di farlo partecipare al progetto – esattamente un anno dopo, i quattro (con dietro le pelli prima Dave Krusen poi con Dave Abruzzese), sotto il moniker di Pearl Jam, rilasciarono Ten: da lì a qualche anno senza alcuna blasfemia sarebbe stato inserito ai primi posti nella lista dei migliori album rock degli anni Novanta.

Le registrazioni furono completate in quindici giorni, senza alcuna fretta, in tutta rilassatezza. Così fu sfornato il primo, unico, omonimo album del progetto Temple of the Dog. Il nome è un ulteriore tributo a Andie Woods: è un verso di una canzone dei Mother Love Bone, Man of Golden Words (Seems I’ve been living in the temple of the dog/Where would I live, if I were a man of golden words?). Il disco è ovviamente inserito tra i seminali del grunge, assieme ai primi lavori di Nirvana, Soundgarden, Alice in Chains, Mudhoney e Pearl Jam. Una perla in questo meraviglioso lavoro unisce due grandiosi (ed allora semisconosciuti) cantanti in un duetto da brividi: la perla, la meravigliosa ballata (che in certi passaggi ricorda molto i Pearl Jam della maturità) di cui vi propongo il video: ladies and gentlemen, Hunger Strike.

(Temple of the Dog, Hunger Strike, 1991)

Oh well, whatever, nevermind

Charlie Brown 666

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~ di Charlie Brown 666 su aprile 29, 2008.

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