La storia di Akira Fudo

Oggi voglio farvi leggere una lettera che ho trovato sulla mia scrivania, appena sveglio. Mi ha incuriosito molto, tanto che mi ha spinto a darne il mio personale apporto (a fine articolo).

the Marius

Il Mio nome è Akira Fudo e sto per raccontarvi come la mia vita fu incredibilmente travolta.

Rimasto orfano dei miei genitori, venni accolto nella casa dei Makimura, i genitori di quella splendida ragazza che è Miki. Sono sempre stato un tipo molto timido, ma durante l’adolescenza mi ritrovai molto più isolato del solito. Gli unici coetani ai quali rivolgevo la parola, a parte i bulletti che erano soliti pestarmi, erano Miki e Ryo Asuka, il mio amico d’infanzia. Un tipo un po’ eccentrico, ma al quale mi sento molto legato.

Un giorno, mentre io e Miki tornavamo a casa dal liceo, che quei bulletti ci assalirono in un vicoletto, intenti a pestare me e far Dio solo sa cosa a Miki. Non ho mai capito quella ragazza! Tanto era premurosa e amorevole nei miei confronti, tanto violenta era nei confronti di quei ragazzi. Era venuta a scuola armata per difendersi, mentre io me la facevo sotto. I teppisti non erano affatto spaventati da Miki, semmai divertiti ma ad un tratto li vidi sbiancare e fuggire. Mi accorsi che Ryo era venuto in nostro soccorso con uno shotgun. Mi fece salire nella sua auto e mi portò via, verso casa sua. Per la strada mi diede un annuncio tremendo: il padre era morto. Non potevo credere che il grande archeologo Asuka fosse morto! E aggiunse una strana storia di demoni. Secondo le sue teorie il padre sarebbe stato impossessato da un diavolo, che lo avrebbe portato ad assumere atteggiamenti molto violenti. Dopo aver ucciso il loro cane, grondande di sangue avrebbe provato ad uccidere il suo stesso figlio. Poi ritornando in sé per un attimo, lo studioso pensò bene di darsi fuoco, impedendo al demone di mietere altre vittime. Mentre mi veniva raccontata questa storia, giungemmo a casa di Ryo. Mi portò in una stanza buia, dove splendeva un’antico artefatto risalente a migliaia di anni prima della nascita dell’uomo. Ryo mi spinse ad indossarla e nonostante fosse in pietra la sollevai come se fosse fatta in cartapesta. La indossai e vidi la verità: il mondo, prima dell’uomo era popolato da demoni! Esseri spaventosi che si fondevano con vegetali e con animali, creature orribili che nemmeno la più fervida immaginazione avrebbe saputo creare. Poi qualcosa cambiò. I demoni furono imprigionati nei ghiacci per far posto all’uomo. E per migliaia di anni erano rimasti rinchiusi lì. Ora stavano risorgendo per fondersi con gli umani e spazzare via la mia razza. Ryo mi disse finalmente cos’era intenzionato a fare. Data la mia purezza e bontà d’animo mi spinse a provare a fondermi con un demone, per poter lottare contro i suoi stessi simili, per creare un essere che avesse i poteri di un demone, ma un cuore umano. Organizzò un sabba. Tra alcool, droghe, sesso e violenza, i demoni cominciarono ad impossessarsi delle menti disinibite. I demoni cominciarono a divorare le persone, io non avevo subito nessun cambiamento. Ebbi paura per la mia vita e chiusi gli occhi. Quando li riaprii l’unica persona in vita oltre me era Ryo. La mia prova era andata bene, mi disse. Ero diventato un demone col cuore di un umano. Ero Devilman!

Potevo passare dalla forma umana a quella demoniaca quando volevo. Divenni più sicuro di me, più forte anche nello spirito. Quando mi trasformavo i miei capelli diventavano corna, i miei denti zanne. I gomiti sporgevano fino a diventare appuntiti, diventavo altissimo, con le zampe simili a quelle di un satiro, una lunga coda pelosa, e degli squarci sotto gli occhi e sulle spalle. Quando volevo potevo spiegare un enorme paio d’ali nere.

Tempo dopo, quando l’Arpia Siren venne a farmi visita scoprii che era innamorata dal demone che albergava in me e che voleva farmi fuori perché il suo amato Amon l’imbattibile, campione dei demoni, aveva perso coscienza di sé, dimenticando ciò che lo legava alle sensuali forme del demone alato. Ingaggiammo una dura lotta durante la quale stavo per soccombere.

Il grande Amon mi aveva dato la sua forza, e con il cuore di Akira Fudo, io, Devilman posso salvare l’umanità dalle atroci violenze che i demoni vogliono infliggere alle persone. Non mi interessa d’aver perso la mia umanità. Perdo il mio aspetto umano ma conservo un cuore puro per salvare la vita agli uomini e alla mia amata Miki…

Akira Fudo

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~ di the Marius su aprile 21, 2008.

3 Risposte to “La storia di Akira Fudo”

  1. Devilman è poesia.

  2. Parole sante!

  3. Un capolavoro! Non ci sono parole per descriverlo! Nagai sei il migliore

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