Lo Spirito di Eisner

Che Will Eisner sia uno degli autori più apprezzati e assolutamente il più geniale di tutti i tempi, lo dimostra il fatto che fu istituito un premio prestigiosissimo per editori, scrittori e disegnatori dedicato al grande maestro del Fumetto, l’Eisner Award, quando era ancora in vita. Prima di inventare, con Contratto con Dio (1978), la graphic novel, e dopo l’esperienza come esordiente e come editore, Eisner creò e pubblico per una dozzina d’anni, una serie a fumetti che di lì in poi mutò profondamente la concept art del fumetto. Ma procediamo con ordine.

Ne il Sognatore, una graphic novel autobiografica, vediamo l’autore muovere i primi passi nel mondo del fumetto. Sullo sfondo di una New York alla quale giungevano notizie di una imminente guerra in Europa, il giovane Will (Bill nel racconto) gira tra gli editori con la sua cartellina sottobraccio. Porte chiuse, per lo più, al massimo qualche modesto impiego come garzone in tipografia. Poi la fortuna strizza l’occhio al ragazzone e per destini che si intrecciano si titrova socio di una piccola casa di produzione, la Eisner – Iger, presso la quale lavorarono tantissime metite note, tra i tanti spiccano Bob Kane (creatore di Batman) e Jack Kirby (Fantastici Quattro, Hulk, Devil, X-Men). Improvvisamente Eisner decide di abbandonare la certezza della sua casa di produzione, ormai ben avviata, per la tortuosa strada che conduce ai suoi sogni. E’ in questo periodo che nasce Spirit.

“Da tempo creduto morto, Denny Colt combatte il crimine dal cimitero in cui tutti lo credono sepolto… Con il nome di Spirit, conduce una guerra solitaria ai criminali che sfuggono al lungo braccio della legge… Solo un uomo conosce il segreto di Spirit… Il commissario di polizia Dolan…”

Creduto morto in un’esplosione, Denny viene sepolto nel cimitero di Wildwood, ma defunto non lo è affatto. D’accordo con l’amico commissario decide che è meglio abbandonare la sua identità civile a incutere timore nei criminali. Indossa una striminzita mascherina, cappello, guanti e l’inconfondibile completo blu con cravatta rossa e si lancia all’inseguimento dei malvienti. La figura che dovrebbe incutere timore, però, non suscita solo la reazione desiderata. Spirit è spesso bersaglio dei proiettili e dei pugni, pugni che sono l’unica arma dell’eroe. Un uomo che rinasce come eroe ma che non perde la sua sensibilità umana, quella sensibilità che lo rende vivo, come lo sfuggire dalle braccia di Hellen, la figlia del commissario innamorata del damerino, il preoccuparsi per i ragazzini, scherzare con il suo assistente di colore Ebony, far innervosire e stupire Dolan, sempre col suo modo sornione ed ironico, non perdendo mai la professionalità.

Pubblicato per la prima volta il 2 giugno 1940, Spirit elabora una forma nuova per il fumetto. E’ un supplemento domenicale, ma non è una strip, bensì un comic-book. All’epoca i comic book erano raccolte di strip, ma Spirit era ideato e realizzato per l’impaginazione alla quale ora siamo abituati.

Con Spirit, Eisner lancia un nuovo modo di fare fumetti. Un fumetto che non era Popeye o Mickey Mouse, ma un prodotto per adulti. Miscelando perfettamente quella che poi egli stesso definirà “l’Arte Sequenziale“, i film noir, le pulp stories e la vita di tutti i giorni, nasce un fumetto dove i protagonisti sono vivi, sbagliano, piangono, muoiono. Un fumetto che riesce a far sorridere e piangere, che fa riflettere e fa divertire. Una parodia degli eroi a tutto tondo dei film e dei fumetti la fa da protagonista nelle storie di cronaca nera macchiate di umorismo e sentimento. La cinematografia e lo storytelling di Eisner non si notano solo nelle storie o nelle caratterizzazioni dei personaggi. La struttura grafica, le inquadrature, le angolazioni e i tempi sono prettamente Hollywoodiani. Femme fatale e criminali incalliti circondano un protagonista che non è sempre presente. Spesso Spirit non compare nelle storie che portano il suo nome, e spesso è messo in second’ordine, diventando coprotagonista marginale, lasciando libero respiro a protagonisti di tutti i giorni che meritano la dovuta attenzione. In sette tavole, l’autore ha saputo raccontarci in modo riflessivo e allo stesso tempo ironico i drammi della vita di ogni giorno e i crimini che si svolgono sul pianerottolo di casa, nel vicoletto dietro lo studio, alla porta accanto. Nel 1952, avendo deciso che il percorso narrativo del suo personaggio poteva definirsi concluso, Eisner decidere di chiudere le avventure di Spirit. Ma il personaggio e le tavole accumulate in dodici anni di attività settimanale non vengono gettate nel dimenticatoio. Diventano materiale didattico, vengono date alle ristampe, ispirano i celebrati autori odierni: Frank Miller, Alan Moore, Art Spiegelman. E registi del calibro di Orson Welles e di William Friedkin sono stati ispirati dall’investigatore con la mascherina.

Attualmente le avventure di Spirit sono raccolte in un antologico chiamato gli archivi di Spirit che consta di ventiquattro volumi che raccolgono le storie prodotte in ordine cronologico dal ’40 al ’52. Inoltre, dopo la scomparsa del maestro, la DC Comics ha riproposto il personaggio proponendo ai lettori nuove avventure del detective pubblicando speciali come Batman/Spirit e una serie regolare. Ultima notizia ma non per questo meno importante, Frank Miller, che dopo il successo di 300 ha deciso di dedicarsi alle trasposizioni cinematografiche di fumetti, sta lavoranto a Will Eisner’s Spirit. Finora si è visto ben poco. La pellicola, che dovrà uscire nel 2009, è pubblicizzata da una locandina disegnata dallo stesso Miller, dove compare uno Spirit in bianco e nero con cravatta rossa. La conferma è data da alcune immagini che sono trapelate, dove si vede lo scansonato eroe in completo nero (!!!). Probabilmente Miller ha voluto rendere (troppo) alla Sin City un fumetto che sa anche far sorridere. Giocando troppo sulle tematiche noir, che il Maestro prendeva in giro, probabilmente ne uscirà un lavoro traslitterato che farà luce su quanto abbia travisato Frank del lavoro di Eisner.

the Marius

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~ di the Marius su aprile 7, 2008.

Una Risposta to “Lo Spirito di Eisner”

  1. Complimenti per il bell’articolo sul “maestro”. Io ho il terrore, in questo caso, di vedere il film… Adattare un fumetto ok, come si fa a trasporre quel “manuale del fumetto”, quel capolavoro che è Spirit?
    Ciao.
    P.S: Non hai menzionato una cosa fondamentale di Spirit: le SPLASH PAGEs!!! 😉

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