Il Pop del Sogno, parte II: la 4AD ed i This Mortal Coil

N.B. La prima parte è qui

Le piccole etichette discografiche sono state di capillare importanza, se non necessarie, per la diffusione di alcuni generi di nicchia inizialmente non presi in considerazione dalle major. Senza la Megaforce Records, ad esempio, un album heavy metal come Kill ‘Em All dei Metallica, seminale per lo sviluppo del genere, avrebbe difficilmente visto la luce. Dagli anni Ottanta, quando cominciano a nascere nuovi generi e sottogeneri meno mainstream, più raffinati o più sporchi (meno adatti all’assimilazione immediata di una nuova generazione volta verso la disco-music ed il synth-pop), l’azione di etichette piccole e (quasi sempre) indipendenti è necessaria. Se non ci fosse stata la neonata etichetta 4AD generi più underground come il dream pop, lo shoegaze, l’indie rock, avrebbero avuto non pochi problemi ad arrivare al pubblico. La 4AD è cresciuta con i propri artisti, da quanto nacque nel lontano 1979 come Axis Records (il nome fu cambiato un anno dopo) da una costola dell’indipendente Beggars Banquet Records. 

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Fondatori dell’etichetta furono due dipendenti della Beggars, Peter Kent e Ivo Watts-Russell, che dal 1981 sarebbe stato l’unico proprietario (Peter Kent avrebbe fondato l’altra figlia indipendente della Beggars, la Situation Two Records). Ivo non ha assunto soltanto vuoti incarichi presidenziali, per la 4AD: è stato un vero e proprio direttore artistico, più volte al centro delle produzioni e del processo creativo. Era un vero e proprio artista: non possiamo esimerci dal parlare di arte quando accenniamo al meraviglioso progetto This Mortal Coil, di cui Ivo fu leader e compositore. Il collettivo annoverava tra le sue fila principalmente musicisti di gruppi della 4AD, e per la 4AD furono pubblicati tre capolavori come It’ll end in tears (1984), Filigree & Shadow (1986) e Blood (1991).

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Combinare le atmosfere dolci e delicate del dream pop con una sfumatura di gothic à la Bauhaus (il primo gruppo ad uscire con la 4AD) crea un’intessitura di musica armoniosa, dolceamara, alternativa, che combina nuove composizioni con riletture di classici dei decenni precedenti. Membri di Dead Can Dance, The Colourbox e Cocteau Twins prendono parte al progetto, musicalmente e vocalmente: uno dei momenti migliori della musica degli anni Ottanta.

Nel 1992 Ivo Watts-Russell firmò un contratto di distribuzione con la Warner Bros, che avrebbe dato una mano nella diffusione degli artisti della 4AD oltreoceano. In quel periodo nella scuderia dell’etichetta londinese erano entrati anche i Lush ed i Red House Painters. Ma la Warner, da buona major, allungò le mani sull’etichetta facendole intraprendere una direzione diversa, più USA-oriented. Perso il controllo, Ivo Watts-Russel decide di vendere la sua quota alla Beggars: ritornato all’ovile, continua a sedere dietro alla scrivania di presidente della 4AD – ormai, chi altri può rivestire un ruolo del genere meglio di lui?

The Lacemaker,

Charlie Brown 666

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~ di Charlie Brown 666 su marzo 18, 2008.

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