ErezioniEiaculazioniEsibizioni

Può sembrare scurrile, osceno e pornografico. In effetti lo è.
Il sottotitolo di Storie di ordinaria follia ne anticipa il contenuto poco ortodosso.

“Mi trovi carina? Mi domandò.
“Sì, certo, però poi c’è qualcos’altro..oltre a come ti presenti..”
“ Tutti quanti m’accusano di essere carina. Sul serio mi trovi carina?”
“ Non è il termine adatto, carina, non ti rende giustizia.”
Cass frugò nella borsetta. Pensavo che cercasse un fazzoletto. Tirò fuori uno spillone. Prima che potessi fermarla se l’infilzò nel naso, da parte a parte, proprio sopra le narici. Provai disgusto e orrore.
Mi guardò e scoppiò a ridere. “Mi trovi carina adesso? Cosa ne pensi amico?”

La più bella donna della città

Charles Bukowski è un groviglio di umori, di storie squallide e romantiche, amici perennemente sbronzi, risse, vetri rotti e piccoli camere a ore con la moquette macchiata e le finestre che affacciano su enormi insegne pubblicitarie luminose.
Le sue donne, tutte puttane col cuore.
“Io continuo a ripetermi che non tutte le donne sono puttane, lo sono solo le mie.”
Tutto quello che Bukowski ha scritto, dal 1969 al 1994, anno della morte, è apparentemente un esperimento stilistico bizzarro caratterizzato quasi esclusivamente da sequenze dialogate, pochissime riflessioni e molte descrizioni sugli incontri sessuali e su quelli lavorativi, più interi racconti dedicati agli ippodromi, vere e proprie dissertazioni su come scommettere alle corse. Tutto questo riportato, spesso, nel gergo peculiare della città in cui è ambientata la storia e in una punteggiatura sgangherata e frequentissima in cui le virgole quasi non esistono,spodestate dai punti,e dove dopo i punti non esistono le maiuscole.
“Hank”, nemico giurato del lavoro che uccide l’anima, della società americana, di quell’enorme sogno americano fatto di case pulite, di bambini attaccati alle gonne delle madri, di domeniche in chiesa, di giuramenti sulla bandiera, di un posto fisso per sentirsi normale. Uomini senza fegato, secondo l’autore.
Il coraggio sta nel vivere come si è, ma senza soldi non si vive. Bukowski ha lavorato in mille fabbriche, ha raccolto pomodori, lavorato negli uffici postali, distribuito giornali porta a porta, scritto in riviste locali(ricordiamo Open city, periodico undergound di Los Angeles degli anni 60’, da lui ribattezzato Open pussy in Storie di ordinaria follia) . Mille lavori, tutti lasciati quando John Martin gli assicurò un assegno mensile di 100 dollari per fare “lo scrittore a vita”.
Lo scrittore ha raggiunto il massimo del successo dopo il 1972 con la pubblicazione dei quello che viene considerato il pilastro della sua produzione.
Dopo un vita fatta di quello che voleva e non voleva, di malinconia, di donnine, di una figlia, l’unico essere per cui è riuscito a provare un amore spassionato e tenero, di un’intera umanità che ha visto pietosa, se n’è andato , proclamato re della beat generation con cui lui non ha mai avuto nulla da condividere a parte l’odio per un sistema bigotto.
Ma se, a volte, l’amore divide può mai l’odio rendere simili?

“ Non so dove sono Tito e Baby adesso, se sono morte o che altro, ma quelle notti erano belle, si pizzicavano quelle gambe sui tacchi alti, si baciavano calze di nylon, tutti quei colori dei vestiti e delle mutandine e la polizia di Los Angeles costretta a guadagnarsi i verdoni .primavera, fiori o estate non sarà mai più così”
Dalla raccolta Compagno di sbronze

Demian

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~ di the Marius su marzo 16, 2008.

13 Risposte to “ErezioniEiaculazioniEsibizioni”

  1. Perchè immagino quel naso lucido e rosso che si specchia su una macchia di Jack Daniel’s sul bancone di uno squallido bar di Downtown?

  2. perchè si o perchè no lo saprai solo leggendo. 🙂

  3. la storia del “cuoco negro” e del suo mitico “budino di tapioca” mi ha fatto piegare in due… anche se, fra una scopata ed una sbronza, bukowski riusciva anche ad assumere un’intensità drammatica piena, diretta e sincera in cui solo un ubriacone può trovarsi – perchè l’alcol apre gli occhi.

    p.s. nn riesco a nn pensare a quella storia del budino di tapioca 😆

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  5. @charlie brown :
    l’alcool apre gli occhi, o li annebbia?

  6. fa vedere la verità oltre la realtà… quindi decidi tu se li apre o li annebbia 🙂

    in vino veritas… mica l’ho detto io 😉

  7. Aprirà gli occhi, ma ottura cuore e cervello…

  8. mai parlato di cuore e cervello 😛

  9. Ne sto parlando io, appunto

  10. in vino veritas….
    io non ci credo tanto.. può essere così o in vino pallas…
    .

  11. in vino walleras 😆

  12. in pino pignas

  13. per pino intendo Pino Silvestre..ovvio

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