Poesia e Canzone

“Il fatto clamoroso è che questi personaggi che si muovevano nella piccola borghesia dell’America degli anni dieci siano gli stessi che si muovono nella borghesia della grande Europa del 1971”

Fabrizio de Andrè

spoonriverak7.jpg

Un piccolo paese, Spoon River. Un fiume ed una collina. Nei pressi del fiume, la città. Sulla collina, il cimitero. Case di pietra. Lapidi. La vita e la morte. Menzogne e verità. In Antologia di Spoon River a parlare sono gli abitanti della collina, spogli della superficialità della vita, non hanno nulla da perdere, nulla da guadagnare.Si raccontano e raccontano gli altri, evitando accuratamente tutti gli strati di apparenza che la vita, soprattutto la vita comunitaria, comporta. Con la morte gli abitanti acquistano il dono della verità. Edgar Lee Masters pubblica l’Antologia nel 1915, più o meno 180 epitaffi che raccontano la storia delle loro lapidi. Ogni personaggio è frutto di spunti vari, autobiografici, storici e dell’epoca. In Italia viene pubblicato più di 25 anni dopo. Uno sbalzo del “fascio”, potremmo dire.La seconda edizione italiana degli anni 40’ viene tradotta da Fernanda Pivano, che si occupa poi anche della critica. L’ Antologia è uno dei primi testi che presenta tematiche liberali del XX° secolo. In un’epoca dove si preferiva la letteratura anglicana, Fernanda Pivano, una delle prime filoamericane (nel senso letterario del termine), propone questo testo che diventa lo stendardo della gioventù dell’Italia pre e post bellica. E’ il boom dei poeti americani, in quegli anni poeti anti-scolastici.
E’ il 1971. Fabrizio de Andrè incontra Fernanda Pivano per “chiederle il permesso di saccheggiare lo Spoon River”. Faber trae nove poesie (otto epitaffi e il canto iniziale “The Hill”) e le trasforma in nove canzoni. Rimescola e adatta le parole, trasforma i testi con l’aiuto di Giuseppe Bentivoglio, scrive la musica con Nicola Piovani. Il disco è “Non al denaro, non all’amore, né al cielo”. A proposito del suo operato Faber disse: “Il mio è stato un lavoro da mosaicista. Un lavoro da artigiano più che da artista. Masters aveva già detto tutto. Nel disco si parla di vizi e virtù: è chiaro che la virtù mi interessa di meno, perché la virtù non va migliorata. Invece il vizio lo si può migliorare: solo così un discorso può essere produttivo”.

copertinanonaldenaroev3.jpg

THE HILL

Where is Old Fiddler Jones
Who played whit life his ninety years
Braving the sleet whit bared breast
Drinking, rioting, thinking neither of wife nor kin
Nor god, non love, nor heaven?…

LA COLLINA

Dov’è Jones il suonatore
Che fu sorpreso dai suoi novant’anni e con la vita
Avrebbe ancora giocato?
Lui che offrì la faccia al vento la gola al vino e mai un pensiero
Non al denaro, non all’amore, né al cielo?…

DIPPOLD THE OPTICIAN

What do you see now?
Globes of red, yellow, purple.
Just a moment! And now?
My father and mother and sisters.
Yes! And now?
Knights at arms, beautiful women, kind faces.
Try this.
A field of grain – a city.
Very good! And now?
Many womens with bright eyes and open lips.
Try this.Just a globet on a table.
Oh I see!
Try this lens!
Just an open space – I see nothing in particular.
Well, now!
Pine trees, a lake, a summer sky.
That’s better. And now?
A book.
Read a page for me.
I can’t. My eyes are carried beyond the page.
Try this lens.
Depths of air.
Excellent! And now?
Light, just light, making everything below it a toy world.
Very well, we’ll make the glasses accordingly.

UN OTTICO

Daltonici, presbiti, mendicanti di vista
il mercante di luce, il vostro oculista,
ora vuole soltanto clienti speciali
che non sanno che farne di occhi normali.
Non più ottico ma spacciatore di lenti
per improvvisare occhi contenti,
perché le pupille abituate a copiare
inventino i mondi sui quali guardare.
Seguite con me questi occhi sognare,
fuggire dall’orbita e non voler ritornare.
Seconda parte:
Primo cliente – Vedo che salgo a rubare il sole
per non aver più notti,
perché non cada in reti di tramonto,
l’ho chiuso nei miei occhi,
e chi avrà freddo
lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.
Secondo cliente – Vedo i fiumi dentro le mie vene,
cercano il loro mare,
rompono gli argini,
trovano cieli da fotografare.
Sangue che scorre senza fantasia
porta tumori di malinconia
Terzo cliente – Vedo gendarmi pascolare
donne chine sulla rugiada,
rosse le lingue al polline dei fiori
ma dov’è l’ape regina?
Forse è volata ai nidi dell’aurora,
forse volata, forse più non vola
Quarto cliente – Vedo gli amici ancora sulla strada,
loro non hanno fretta,
rubano ancora al sonno l’allegria
all’alba un po’ di notte:
e poi la luce, luce che trasforma
il mondo in un giocattolo
Faremo gli occhiali così!

Faremo gli occhiali così!

FRANCIS TUNER

…Kissing her with my soul upon my lips
.. It suddenly took fligh.

UN MALATO DI CUORE

Ma che la baciai, per Dio, si lo ricordo
E il mio cuore le restò sulle labbra.
E l’anima d’improvviso prese il volo…..

WENDELL P.BLOYD

…said God lied to Abram, and destind him
To lead the life of a fool,
Ignorant that there is evil in the world
As well as good.
And when Adam outwitted God
by eating the apple
God drove him out of Eden
And saw through the lie,
to keep him from taking
The fruit of immortal life…

UN BLASFEMO

…Perché dissi che Dio imbrogliò il primo uomo,
lo costrinse a viaggiare una vita da scemo,
nel giardino incantato lo costrinse a sognare,
a ignorare che al mondo c’e’ il bene e c’è il male.
Quando vide che l’uomo allungava le dita
a rubargli il mistero di una mela proibita
per paura che ormai non avesse padroni
lo fermò con la morte, inventò le stagioni…

Vi lascio con uno dei migliori epitaffi:

MRS. SIBLEY

The secret of the stars-gravitation.
The secret of the earth-layers of rock.
The secret of the soil-to receive seed.
The secret of the seed-the germ.
The secret of the man-the sower.
The secret of the woman-the soil.
My secret: under a mound that you shall never find.

Demian

Annunci

~ di the Marius su marzo 5, 2008.

23 Risposte to “Poesia e Canzone”

  1. Chissà perchè, quando ho visto il titolo di questo topic, ho subito pensato al buon vecchio Faber…

  2. quello che mi ha colpito di più è la citazione di De Andrè: “Nel disco si parla di vizi e virtù: è chiaro che la virtù mi interessa di meno, perché la virtù non va migliorata. Invece il vizio lo si può migliorare: solo così un discorso può essere produttivo” che mi ha dato a che pensare in effetti in questo disco (parlo per lo più del disco e non dell’opera poiché ne sono poco informato) vengono “elencati” molti pregi e difetti dei vari personaggi ma un vizio li accomuna tutti anzi accomuna la maggior parte delle storie altro non è che l’invidia che per quanto riguarda “un giudice” è abbastanza semplice da afferrare come tema, lo stesso vale per “un matto” che invidiando la capacità di esprimersi della normale gente impara a memoria la Trecani, in un chimico invece questa invidia è ben più nascosta perchè seguendo il filo della canzone non dovrebbe balzare agli occhi subito ma guardando il tutto da un altro punto di vista ci si accorge che la reazione del chimico di non voler sposarsi e di volerne capire sono di formule chimiche è dovuta solo dall’invidia di non riuscire ad amare, invece per quanto riguarda “un blasfemo” questa volta non è il protagonista ad essere invidioso ma è egli stesso la causa dell’invidia “mi arrestarono un giorno per le donne ed il vino / non avevano leggi per punire un blasfemo”, “un medico” invidioso o per meglio dire amareggiato dalla capacità dei suoi colleghi nello “spedirgli il meglio dei loro clienti” viene costretto e schiacciato dalla società a causa del suo elisir di giovinezza”, per quanto riguarda “un ottico” e “il suonatore Jones” purtroppo ho poco da dire per meglio dire quasi nulla tranne che un pò di attenzione va anche a soffermarsi sul titolo di quest’ultima da notare che Faber ha usato per i titoli (escludendo l’introduzione) solo una caratteristica generale del personaggio “un matto” “un giudice” ecc. quando invece Masters usava nomi e cognomi specifici per ogni personaggio come se Faber volesse generalizzare questi tipi di vizzi ai suddetti soggetti mentre per “il suonatore Jones” non è così allora chiedo illuminazione.

  3. l’illuminazione non è così illuminante.
    basta poco…
    anche faber faceva musica:)

  4. @ angeloacrobata
    hai subito pensato a lui perchè la canzone come la poesia lo hanno sempre caratterizzato 🙂
    ed è stupido dirlo, ma mi manca.
    se fosse stato bene, se fosse vissuto ancora c’avrebbe regalato nuove cose.
    Nuovi piccoli gioielli, magari un live nelle vicinanze.. ..
    Mi manca perchè le sue canzoni,per chi le ascolta, diventano quasi parte intengrante della vita.
    Chi lo ha provato sa che è così.

  5. A me manca Totò.

  6. Ad ognuno di noi manca qualcuno di davvero importante :sigh:

  7. Mi manca pure mammeta-a-a…

  8. Sniff…. SE nn si fosse intorzato si sicarette!!!! Siamo orfani di un grande padre della Musica.

  9. @Dr.Jackal: secondo me l’invidia non è il “vizio” principale, per esempio il matto non invidia gli altri per la retorica, ma sa di non avere la loro capacità di intrecciare relazioni che infatti sistematicamente lo escludono. Rimpianto, ma non rancore, come per il malato di cuore. L’ottico secondo me è perso nel suo delirio di onnipotenza, nel suo potere di ridare la vista e mi ricorda diabolicamente certi dottori che pensano di essere dio quando invece il più umile spazzino ha molta più umanità di loro.
    Secondo me il suonatore Jones ha un nome specifico perchè è il Faber o per lo meno il personaggio in cui voleva identificarsi (mia interpretazione personale, eh, mica Verità assoluta).

    Il mio scrittore preferito riguardo al peccato (al vizio, al male, chiamatelo come volete) ha fatto dire a un suo personaggio: il peccato inizia quando cominci a considerare le persone come cose.

  10. Comunque Faber s’è sempre interessato delle storie e delle persone ,potremmo dire, più “umane”. Gli emarginati(tutto Anime salve è un disco sugli emarginati “ricorda o signore questi servi disobbedienti alle leggi del branco…”), i delinquenti,i personaggi affascinanti, quelli con mille sfaccettature psicologiche: la bambina che è una puttana, il drogato mammone, il suicida per la morale, il fannullone anarchico.
    In Antologia ci sono personaggi che hanno vissuto una vita da puri,sono pochi ma ci sono, Faber ha preferito ripescare quelli da cui si potevano trarre più spunti riflessivi,secondo me.

    “se non sono gigli son pur sempre figl,
    i vittime di questo mondo”
    La città vecchia, Faber

    “qui tra gli umili sento in compagnia,
    il mio pensiero farsi più puro
    dove più turpe è la via”
    la città vecchia, Umberto Saba

  11. Ahahahah
    Mi hai fatto venire in mente un discorso tra me e massirè quando stavamo andando a giocare al GRV. Spero tu lo ricorda, Paolo!
    MASSIRE’: “De Andrè tratta di tutti gli strati sociali. dalla A alla Z!”
    MARIO: “certo, dalla A di assassino alla Z di zoccola!”

  12. @AngeloAcrobata: naturalmente anche il mio è solo un punto di vista ed è sempre favoloso confrontali specialmente se si tratta di De Andrè comunque per quanto riguarda il malato di cuore rimpianto è la caratteristica più adatta ma per il matto lo è il rancore lo conferma la lettura del testo di Masters nel quale Frank Drummer (il matto) reagisce con rabbia alla sua condizione da rasentare l’odio naturalmente anche questo è solo il punto di vista di un povero idiota che non ne sa molto 😀
    In fin dei conti si tratto solo di percezioni di frasi o interi testi che vengono interpretati come ognuno sente ed ognuno di questi ha un impatto diverso ad ogni persona ma almeno una cosa in comune resta sempre amore e ammirazione per un grande uomo

  13. ,.,,….,.:.

  14. @Demian: avrei aggiunto anche un altro paio di versi ai tuoi come:
    “dai diamanti non nasce niente,
    dal letame nascono i fior”
    mi sa che questo vale anche per la scelta dei personaggi 😀

  15. @the Marius: bhe diciamo che questo è vero nel 90% dei casi e anche di più ma ci sono casi come “il re fa rullare i tamburi” che non mi sembra affatto si parli di disgraziati delinquenti e prostitute anche se un disgraziato in fin fine esce 😀

  16. Era per ricordare l’episodio divertente… Un po’ come dire che il 45% degli incidenti stradali da sonno sono causati da autisti che ascoltano De Andrè alla guida.

    Non mi linciate, sto solo SCHERZANDO!!!

  17. lo so (anche se trovo pericoloso ascoltare Masini alla guida anzi ascoltarlo in generale) il mio era solo un messaggio subliminale “ascolta il re fa rullare i tamburi” 😀 scherzo
    comunque ultima precisazione per angelo acrobata sempre per quanto riguarda il tema dell’invidia io intendevo dire che tra tutti i vizzi presenti nel disco questo è l’unico che mi sembra accomunarli tutti naturalmente non intendevo dire che questo era il tema principale di ogni brano spero che non ci siamo fraintesi 😀

  18. @DrJackal: si, avevo capito. Quel che intendevo dire io è che non penso accomuni proprio tutti, vedi il malato di cuore o l’ottico perso nella sua visione psichedelica. Non ho ancora letto il libro, ma nell’interpretazione del Faber il matto mi sembra più una povera anima in cerca di una voce amica. Difficile districarsi tra l’interpretazione di una interpretazione di una interpretazione!

    ….“il re fa rullare i tamburi” che non mi sembra affatto si parli di disgraziati delinquenti e prostitute anche se un disgraziato in fin fine esce…
    Delinquenti: come lo definisci uno che si vende la moglie per un titolo?
    Prostitute: forse non è il termine tecnico ma le corti reali spesso non erano altro che gran puttanai, in ogni senso che questa parola possa avere.
    In fin fine il nuovo maresciallo di Francia diventa oltre che cornuto pure vedovo e la povera marchesa, nient’altro che merce di scambio, viene ammazzata.
    Allegria!

  19. sono d’accordo, il re fa rullare i tamburi è una tragedia.
    però spezzo una lancia a fovore del marchese:

    “signore se non foste il re
    v’intimerei prudenza
    ma siete il sire siete il re
    vi devo l’obbedienza.

    marchese vedrai passerà
    d’amor la sofferenza
    io ti farò nelle mie armate
    maresciallo di Francia”

    “addio per sempre mia gioia ”
    “addio per sempre mia bella ”
    “addio dolce amore”
    “devi lasciarmi per il re”
    “ed io ti lascio il cuore”

    Non è che l’ha venduta, ha dovuto, e io non lo definirei un deliquente ma un debole., un fragile.L’amore c’è.
    C’è anche tutto un bla bla bla sul potere, sull’esercizio di esso, sul re che sceglie le mogli come i calzini.Però non so… mi viene da difenderlo quel marchese,compiangerlo.

  20. Tu ami tantissimo tua moglie, però se il re ti offre un bel titolo se ne può parlare?
    No, il marchese non mi ispira nessuna pietà.

  21. Il marchese obbedisce prima che il re gli proponga il titolo.
    é quello il senso “il re fa rullare i tamburi”.
    Non c’è nulla di bello è vero, però mi fa pietà.

    Punti di vista, of course 🙂

  22. Si, hai ragione, non avevo pensato bene alla sequenza dei versi…
    Mi sembra comunque ‘na schifezza, ma all’epoca era cosa comune…come se oggi fosse poi tanto diverso………

  23. oggi si vendono peggio di ieri, non perchè l’uomo è cambiato ma perchè è più “normale” venedersi. Se prima c’era l’obbligo di vendersi a qualcuno, vedi i potenti, oggi c’è la Libertà di vendersi.
    E’ scandaloso, in questo ventunesimo secolo del cazzo ci si vende anche gratis.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: