Il Pop del Sogno, parte I: Elizabeth Fraser

Il Dream Pop nasce all’inizio degli anni Ottanta, in un Regno Unito ancora sconvolto dal movimento punk che pian piano va estinguendosi. Combinando la vena sperimentale del post punk con atmosfere più dolci e suadenti, i primi gruppi del pop del sogno diedero vita ad una serie d’album da sapore dolciastro, a tratti incomprensibili, ma con una vena di splendore che può contraddistinguere solo le vere opere d’arte. Cocteau Twins, Dead Can Dance, Lowlife, The Chameleons e (perché no?) alcune sfumature di band shoegaze come My Bloody Valentine e The Jesus and Mary Chain s’impegnarono a dipingere un quadro fatto di colori confusi a cui non si fatica a trovare un senso: lo stesso quadro che, in anni più recenti, è stato sfiorato da altri artisti (Björk, Sigur Ròs ed i No-Man di Steven Wilson, ad esempio).
Il tema è molto vasto: quindi, come feci l’anno scorso parlando di black metal (#1, #2, #3), mi prendo la licenza di concluderlo in più puntate. Parlerò di etichette discografiche, gruppi ed icone che hanno fatto parte di questa dolceamaro genere musicale.
Oggi, un’icona. Anzi, probabilmente, l’icona.

Nel 1980 Elizabeth Fraser aveva diciassette anni. Una sera, in un locale a Grungemouth, durante un dj set punk, la ragazza ballava. E, come dirà Will Heggie, sembrava essere l’unica capace di farlo. Due ragazzi, Will Heggie appunto ed il deejay di quella sera, Robin Guthrie, le chiesero di unirsi alla loro band: Liz accettò, anche se fino a quel momento non si era mai immaginata cantante. Così, nacquero i Cocteau Twins. Dopo un inizio complicato, le solite fasi andiamo avanti-andiamo indietro, nella primavera del 1982 riescono ad ottenere un contratto con un’etichetta di Londra, la 4AD di Ivo Watts-Russel (etichetta di cui avremo modo di parlare più in là). Garlands esce quell’anno, e paga tributo all’inesperienza. Dopo quest’esperienza, Will Heggie lascia la band (suonerà poi con i Lowlife), contribuendo a stringere il sodalizio artistico (ed umano) fra Liz e Robin. Il seguito è denso di lavori meravigliosi: da Head Over Heels a Heaven or Las Vegas passando per Treasure, l’essenza onirica della coppia esplode. Avranno anche una bambina, nata nel 1989 e chiamata Lucy Belle. Nonostante ciò, i problemi di droga di Robin e la depressione di Elizabeth porteranno alla rottura prima della coppia (1992) e poi, nel 1998, la dissoluzione definitiva della band. Ma Liz non era di certo rimasta chiusa all’interno dei confini della band: la sua voce impreziosisce lavori di molti altri artisti: oltre alla partecipazione al progetto This Mortal Coil (che merita un capitolo a parte), collaborerà con Peter Gabriel (storico cantante dei Genesis) ed i Massive Attack. Proprio dalla collaborazione coi Massive Attack nel capolavoro Mezzanine vide la luce una perla di canzone, Teardrop. Alcuni di voi la ricorderanno per il controverso e geniale video (se non ve lo ricordate, rinfrescatevi la memoria qui): io ricordo un aneddoto che la rende ancora più romantica e speciale. Elizabeth Fraser era molto amica (o forse qualcosa più) di Jeff Buckley, ma la loro intensa relazione si interruppe bruscamente. Poi, Jeff morì in circostanze tragiche: Liz lo venne a sapere poco prima di registrare la sua parte vocale per Teardrop. Sarà anche quella patina di malinconia e tristezza sulla sua voce che rende questa canzone un piccolo gioiello…

(Massive Attack feat. Elizabeth Fraser, Teardrop [live])

Charlie Brown 666

UPDATE!

Ringrazio Fruskio per aver uppato qui All flowers in time bend towards the sun, splendida collaborazione fra Liz Fraser e Jeff Buckley!

N.B. La seconda parte è qui.

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~ di Charlie Brown 666 su febbraio 26, 2008.

17 Risposte to “Il Pop del Sogno, parte I: Elizabeth Fraser”

  1. Favolosa Liz Frazer! Della relazione con Jeff Buckley ci sono rimaste anche delle canzoni stupende come “All flowers in time bend towards the sun”. Dovrei averla da qualche parte, se riesco la carico su mediafire e ve la passo

  2. credo sia tra le mie tre cantanti preferite di tutti i tempi… 🙂

  3. Detto fatto, ecco il link: http://www.mediafire.com/?nrd3dznnmmi

    Charlie Brown, modera tranquillamente il commento se credi sia il caso di eliminare il link 🙂

    A presto!

  4. grazie per averlo postato! anzi… lo metto direttamente nell’articolo 🙂

  5. fatto 😉

  6. Ma quante ne sai! 😉

  7. una più del diavolo 😛

  8. Incredibile! Ma allora il pop di qualità esiste! Per me finora pop era semplicemente uguale a commerciale. Ma guarda persino alla mia età c’è ancora da imparare.

  9. e quante cose ancora imparerai! 😀

  10. Certo che esiste il pop di qualità.
    Consiglio vivamente i Supertramp 😀

  11. mi sono appena reso conto che non hai scritto starsailor, ma supertramp -_-”
    oì rossà… ma i supertramp non fanno prog?? 😕

  12. no
    ma quann mai ….
    li hai mai ascoltati?
    Consiglio vivamente “crisis,what crisis?”

  13. dreamer è una canzone proggissima

  14. una canzone non fa un genere.
    Comunque presentano sicuramente influenze prog, jazz a volte addirittura blues.
    Per me rimane pop rock però:D

  15. per me no 😛

  16. […] Marzo 18, 2008 at 3:00 pm (Musica) N.B. La prima parte è qui.  […]

  17. ELi è una divina….la chitarra di Robin un astronave per il mondo dei sogni……treasure il capolavoro assoluto………. sono il mio gruppo preferito nessuno li eguaglierà mai.

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