Il Prog Rock, dalle Band alle Superband

S’era negli anni sessanta: un nuovo affluente cominciò a condire con le sue acque il classico rock’n’roll. Tastiere, composizioni lunghe (lunghissime!), album fatti di canzoni legate dallo stesso filo: nasce il progressive rock. L’anno in cui spesso s’infila il paletto ad indicare la nascita di questo genere complesso è il 1967: a pochi mesi di distanza videro la luce Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles e The Piper at the Gates of Dawn dei Pink Floyd. Gli anni immediatamente successivi vedono l’esplosione del genere e la formazione di nuove grandissime band: dopo In the Court of the Crimson King dei King Crimson, uscito nel 1968, dal 1971 al 1974 il prog non ne sbaglia una: tre album di Emerson, Lake & Palmer (Tarkus, Trilogy, Brain Salad Surgery), quattro album dei Genesis (Nursery Crime, Foxtrot, Selling England by the Pound, The Lamb Lies Down on Broadway), addirittura cinque degli Yes (The Yes Album, Fragile, Close to the Edge, Tales from Topographic Oceans, Relayer).

Dopo questo mirabile inizio, che succede?
I gruppi cominciano a rompersi, più figure carismatiche cozzano fra loro denotando un’irrisolvibile incompatibilità, oppure i classici problemi di droghe mettono qualcuno in ginocchio. Se mettiamo agli estremi lo scioglimento dei Beatles (1970) e quello dei Pink Floyd (1983), vediamo che i Genesis si separeranno prima da Peter Gabriel e poi da Steve Hackett, gli Yes prima da Bill Bruford poi da Rick Wakeman, Emerson, Lake & Palmer si scioglieranno nel 1978, e Robert Fripp diventerà sempre più padre-padrone dei King Crimson, cambiando frequentemente line-up.
Dopo questi avvenimenti, nessuno rimase con le mani in mano: molti misero su nuovi gruppi, altri si unirono per formare le cosiddette Superbands, esperimenti contraddistinti da un’alto tasso tecnico e da un basso tasso di longevità (il tempo di un paio d’album e qualche tour). Ad esempio, Keith Emerson e Greg Lake riformarono un trio negli anni ottanta, con Cozy Powell: divennero Emerson, Lake & Powell. Bill Bruford fondò, assieme ad Allan Holdsworth (già nei Gong), a Eddie Jobson (dei Roxy Music) e John Wetton (King Crimson, Uriah Heep) gli UK. Sempre John Wetton fa parte di una delle più longeve superbands di sempre, gli Asia, assieme a Carl Palmer, Geoff Downes (già nei King Crimson) e Steve Howe (chitarrista degli Yes). Più recentemente, tre grandi musicisti come Terry Bozzio (il mitico batterista autore dell’assolo in Black Page di Frank Zappa), Tony Levin (bassista ovunque, dai King Crimson ai Liquid Tension Experiment) e Steve Stevens (chitarrista di Billy Idol) hanno dato vita al progetto che unisce i loro nomi (BozzioLevinStevens) rendendosi protagonisti di due ottime uscite come Black Light Syndome e Situation Dangerous, datate rispettivamente 1997 e 2000.

Il fenomeno non sembra essersi arrestato, e la reunion degli Asia con la line up originale ne è un lampante esempio: c’è bisogno che queste vecchie glorie continuino a girare per il mondo portando con sè l’indimenticabile vibe degli anni Settanta… e se non riescono ancora a mettersi d’accordo (vedi i Genesis che continuano ad andare in tour in 3/5), ben vengano questi progetti!

Ed ora, nel pieno spirito di PippaMentis, vi propongo di mettere insieme la vostra Superband dei sogni. Personalmente, impazzirei nel vedere Neil Peart dei Rush alla batteria, Chris Squire degli Yes al basso, Keith Emerson alle tastiere, David Gilmour dei Pink Floyd ed eventualmente Allan Holdsworth alle chitarre, Peter Gabriel dei Genesis e Demetrio Stratos degli Area alla voce, Mauro Pagani della PFM e Ian McDonald dei King Crimson a suonare qualunque cosa si possa suonare e Ian Anderson dei Jethro Tull a fare qualunque cosa, anche solo saltare qua e là sul palco.
Ora, tocca a voi…

Charlie Brown,
21st Century Schizoid Man

N.B.
Mi sembra doveroso rettificare che nella sfilza di album sopra elencati non ho inserito alcuni gruppi, italiani (PFM, Area e Banco del Mutuo Soccorso) e non (Gentle Giant, Aphrodite’s Child e, andando un po’ più in là, Marillion) soltanto perchè il fenomeno delle superband li ha toccati poco o per niente, e non perchè non abbiano contribuito in maniera fondamentale al genere.

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~ di Charlie Brown 666 su febbraio 19, 2008.

14 Risposte to “Il Prog Rock, dalle Band alle Superband”

  1. Ma anche Bill Bruford alla batteria… 😀 il furbastro è andato da un gruppo all’altro (vedi yes e king crimson)partecipando ad album spettacolari. Quando c’era il successo c’era lui.
    E alle tastiere Rick Wakeman…:D
    Vabbè comunque sono tanti e devo dire si sono assemblati in maniera quasi impressionante. Anche se l’oscar per le migliori suite lo prendono i Yes.
    Sono legatissima al progressive, avevo 5 anni la prima volta che ho ascoltato i pink floyd.

    ps nel genere “progressive” sono catalogati tantissimi gruppi..molti dei quali non progressive. Si dovrebbe fare un marchio non so un d.o.c.g., un d.o.p.
    1 le suite
    2 i testi assurdi
    3 l’uso spasmodico di tutti i tipi di tastiere e organi.(si lo so,yes forever)

  2. In The Court Of The Crimson King è bellissimo..
    Epitaph un sogno..

  3. Lark’s tongue in aspic…..

  4. Non si dovrebbe un pò approfondire la scena italiana?(E mi ritengo personalmente offeso per la non citazione dei New Trolls) Infatti proprio in Italia avrà un largo seguito nonchè successo questo genere il cui unico scopo è quello di rompere le comuni barriere del rock trasformandolo semplicemente in qualcos’altro. E a mio parere è stato proprio il prog italiano a riuscire più di quello straniero in questo scopo. Infatti molte band straniere risultano ancora troppo ancorate al jazz o al rythm n’ blues, mentre quelle italiane, (parlerò così solo per orgoglio nazionale?), riallacciandosi alla musica d’autore italiana (vedi Franco Battiato, Alan sorrenti) o addirittura alla musica classica (New trolls su tutti!) davvero riescono a rivoluzionare il rock. Ad ogni modo nn voglio togliere niente ai fondatori del genere (King Crimson per primi e poi tutti quelli citati sopra) evidentemente spinti da una forte carica innovativa, a cui poi ,così mi pare, si sostituisce una ricercatezza del suono più tecnico e sofisticato, indi meno particolareggiato.

  5. A proposito avreste mai immaginato ke la PFM ebbe un successo travolgente in Giappone? Da Cui il loro mega concerto a Tokyo con l’esecuzione di ben 28 tracce, il cui cd è nelle mie orgogliose mani.

  6. trespolo, eccheccacchio! innanzitutto non è un articolo sul prog ma sulle superband, e poi… LEGGI LE NOTE!! 😀

  7. 1) Il Titolo annuncia kiaramente “Prog rock, dalle band alle superband” cos’è se non un articolo sul progressive rock?

    2) Nelle note ti sei semplicemente limitato a citare i nomii di appena tre band italiane dove in Italia il prog ebbe una produzione enorme.

  8. E poi voglio parlere del prog rock va bene?

  9. “1) Il Titolo annuncia kiaramente “Prog rock, dalle band alle superband” cos’è se non un articolo sul progressive rock?”

    indica il passaggio dalla band agli ensemble fai-un-tour-e-fuggi con particolare riferimenti alle band prog – quindi, al prog rock

    “2) Nelle note ti sei semplicemente limitato a citare i nomii di appena tre band italiane dove in Italia il prog ebbe una produzione enorme.”

    ma ti pare che in una nota mi metto ad indicare tutti i gruppi prog italiani??

    trespoloooooooooooooooo! 😛

  10. vabbè ma nn sarai mica un pò suscettibile? L’articolo è tuo facci quello ke ti pare; il commento è mio e ci faccio quello ke mi pare

  11. hahaha

  12. trespolo s’è ingrippato (LOL)

  13. be sinceramente il prog..rock non è che mi piaccia tanto,ma ho una notizia…gli alice in chains stanno lavorando per un nuovo album..io..io..io non ci posso credere è troppo assurdo..sono impazzito di gioia quando l’ho saputo..fantastico non ci posso credere è roba da matti…………………GETTTTTTTTTT BORNNNNNNNNNNNNN AGAINNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNN!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  14. sì ho sentito anch’io… aspettiamo fiduciosi 🙂

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