La ragazza col cannone

Se vi dicessi che parliamo di fumetto anglosassone vi verrebbero in mente i fumetti dove cazzoni in tutina di latex volano nei cieli rendendosi ridicoli agli occhi dei cittadini americani. Se vi dico fumetto inglese, penserete ai medesimi cazzoni scritti da penne che cantano “God save the Queen” come Alan Moore, Neil Gaiman e Warren Ellis. Non ci siamo, cazzo! Fumetto inglese. Inglese al 101 %. E non solo. Anche comic-book di controtendenza che poi diventa un cult della underground culture. Un qualcosa di veramente europeo, qualcosa di geniale, assurdo, dissacrante e rivoluzionario. Un fumetto che rompe gli schemi, che va di testa sua. Un fumetto PUNK! Ora ci siamo. Quale personaggio in 2D può soddisfare tutti questi prerequisiti? Esatto, TANK GIRL!

Nata nel 1988 per mano di Jamie Hewlett e Alan Martin, Tank Girl esordisce sulla rivista Deadline ed è subito successo. Una ragazza che si rasa la testa la fa da padrona sulla copertina del numero uno della rivista, mentre all’interno, con una perenne sigaretta tra i denti, vediamo la suddetta dare la caccia a una banda di Kanguri teppisti. Capeggiati da Rocky Deadhead questi rognosi hanno una sola missione: assaltare un barbecue di coglionazzi per massacrarli e fregargli le birre. C’è una sola cosa di cui non hanno tenuto conto, Tank Girl. Pronta a tutto pur di incassare la taglia che pende sulle teste saltanti di questi balordi, la ribelle tettona scopa come un riccio col capobanda per poi farlo fuori.

Violenta, ribelle, ottusa, ubriacona, estremamente sexy e perennemente arrapata Tank Girl è una cacciatrice di taglie che vive in Australia, girandone la crosta rossa sul suo carrarmato diventato roulotte. Fidantaza col Kanguro più coglione di tutto il continente, Booga, gira mezza nuda in una casa abitata, tra gli altri, da un Koala di pezza gay e costantemente strafatto (Camp Koala), indigeni nullafacenti e sparacazzate (Stevie), le inossidabili amiche Jet Girl e Sub Girl, Mister Precious (un esserino indefinito) e Squeaky il topo giocattolo.

Durante i primi anni Novanta, durante i quali il successo di Tank Girl era all’apice, migliaia di ragazzine inglesi si rasavano i capelli e facevano a gomitate per incontrare Hewlett e, perché no, magari scoparselo. Hewlett veniva considerato alla stregua di una rock star anche se i suoi modi di fare e il suo fumetto erano chiaramente collegati allo spirito punk che qualche anno prima aveva investito Londra con medesima carica devastante e la stessa velocità di un tornado. Cazzo, il Punk aveva rivoluzionato la monotona e grigia Inghilterra al punto tale che finanche la regina decise di indossare una corona fucsia, una t-shirt gialla, dei jeans strappati e degli anfibi slacciati! Tank Girl rappresentava graficamente tutto ciò che Sex Pistols, Clash e Ramones avevano inculcato nei giovani del periodo. Anche se nata dallo spirito puramente ribelle e antioconformista del London Punk, Tank Girl si impone come icona del nuovo e ultimo decennio del Novecento, nella terra di Shakespeare. La ragazza in perenne crisi ormonale diventa l’emblema del Brit-Pop ispirando Skin degli Skunk Anansie, i Blur, le Elastica e della grafica moderna resa poi alla portata di tutti da MTV. A dimostrazione di quanto Hewlett sia legao alla musica, c’è da dire che il cartoonist è il creatore grafico del gruppo virtuale chiamato Gorillaz, grazie al quale ha vinto gli Mtv Music Award nel 2005 e il premio Designer of the Year 2006.

Questo è uno di quei fumetti che devi leggere in mutande, sdraiato in terrazza con una cassa di birra gelata e un pacchetto di sigarette. Rutto libero e grattata ai genitali sono d’obbligo. Tamarro e sofisticato allo stesso tempo, Tank Girl ti mette addosso una carica di energia e adrenalina paragonabile solo alla sua controparte americana, nata nello stesso periodo, Lobo, violento, arrapato e tossico rappresenta lo spirito degli anglosassoni d’oltreoceano. A differenza di Tank Girl, Lobo è il puro metallaro americano, tra catene, pelle e borchie. “Ma – come direbbe R. E. HowardQuesta è un’altra storia…

Ma che cacchio c’hai da guardare viscidone?

the Marius

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~ di the Marius su febbraio 11, 2008.

14 Risposte to “La ragazza col cannone”

  1. IO VOGLIO UN TANK.
    QUaLCUNO MI DICA “forse te lo regaleranno a natale”.

  2. magari qualcuno te lo regalerà per Natale…

    Adesso si che sarà sorpresa quando le regalerò il DVD della “Corazzata Potëmkin”!

  3. “Non ci siamo, cazzo!”

    una sententia che porta con sè il sapore di una “tesi contraria” 😀

    il mio calcolatore all’addizione “femmina coi capelli rasati + inizio anni novanta” da sinead ‘o connor…

  4. 😀

  5. Uno dei più begli articoli che tu abbia mai scritto. Mi hai convinto!

  6. Azz. Importante!!!

  7. Si, bell’articolo, molto sentito. Conoscevo già la “soggetta” in questione e di Lobo ho sentito parlare, ma a questo punto ovviamente c’è un MA. Come diceva sempre la mia maestra dell’asilo “Patti chiari e amicizia lunga”: la prossima volta che inserisci nella stessa frase ‘cazzoni’ e ‘Neil Gaiman’ ti spezzo le dita. Sul serio.

  8. cazzoni non è riferito mica a Gaiman (di cui sono un grande estimatore9? Era per 2ricreare” l’ambiente a la Tank Girl…
    Scusa, Gaiuccia…non lo faccio più…

  9. Era riferito alle sue opere, comunque scuse accettate 😛

  10. Le sue opere supereoistiche…

  11. […] la sua controparte femminile, Tank Girl, Lobo è dedito alla violenza gratuita e alla lingua sciolta, all’alcol come al tabacco, non […]

  12. Pretendo le stesse scuse per aver inserito nella stessa frase Alan Moore e cazzoni!!!!!!
    Spero non ti serva un promemoria comunque:
    – V per Vendetta
    – From Hell
    – Watchmen, che ci saranno sì dei cazzoni in costume, ma é più un trattato di politica internazionale-sociologia che un fumetto di supereroi!!!!!!!

  13. Il termine “cazzoni” non è riferito ad autori come Alan Moore, Neil Gaiman e Warren Ellis, ma ai supereroi in tutina.

  14. L’avevo capito é solo che stonava un po’ vedere le due parole nella stessa frase.

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