The Forever 27 Club

Circa un anno fa, in evidente crisi da pubblicazione mancata, decisi di postare alcuni strani aneddoti sulla morte di alcune rockstar. Oggi, invece, rendo omaggio ad una stanza particolare dell’Olimpo del rock’n’roll, il cosiddetto Forever 27 Club. Questo esclusivo circolo nacque negli anni settanta: allora accomunava quattro giovani rockstar che morirono senza esser riusciti a spegnere 28 candeline. Il gruppo fu inaugurato da Brian Jones, fondatore e factotum dei Rolling Stones ed una delle figure cardine del fermento blues/rock che si respirava nella Londra degli anni Sessanta: nato il 28 Febbraio 1942, fu trovato morto sul fondo della piscina di casa sua la notte del 3 Luglio 1969, ufficialmente stroncato dalle droghe (anche se la sua fidanzata d’allora, Anna Wohlin, ha più volte sollevato sospetti di omicidio). Jones fu ricordato, fra le altre, da due grandi rockstar che, paradossalmente, poco tempo dopo l’avrebbero raggiunto nel 27 Club: Jimi Hendrix gli dedicò una canzone in uno spettacolo televisivo, Jim Morrison gli dedico una poesia (Ode to LA while thinking to Brian Jones, deceased). James Marshall “Jimi” Hendrix nacque il 27 Novembre 1942, per morire il 18 Settembre 1970. Il più grande chitarrista di tutti i tempi, per quanto ci è riportato, morì soffocato dal proprio vomito dopo un mortale mix di alcool e tranquillanti.  James Douglas “Jim” Morrison, nato l’8 Dicembre 1943, morì il 3 Luglio 1971 a Parigi, dove si era trasferito con la compagna Pamela Courson (morta tre anni dopo… anche lei ventisettenne!) per dedicarsi completamente alla poesia. Stroncato da un arresto cardiaco, fu seppellito al cimiteri di Père Lanchaise, il primo di Parigi, in cui sicuramente gode di buona compagnia (fra gli altri, vi sono seppelliti Maria Callas, Oscar Wilde e Frederic Chopin). Janis Lyn Joplin, la terza J del rock’n’roll, morì appena due settimane dopo Hendrix, il 4 Ottobre 1970 (nacque il 19 Gennaio 1943), stroncata da un’overdose. Due decenni dopo, una delle più splendenti icone rock di sempre decise di farla finita con un colpo di fucile in bocca: così abbandonava il mondo Kurt Donal Cobain (20 Febbraio 1967/5 Aprile 1994).

Non vi basta? Bè, effettivamente ci sono altri membri di questo ristretto club, oltre alle cinque stelle succitate che si suole ricordare più frequentemente. Infatti a 27 anni sono morti anche Ron “Pigpen” McKernan, tastierista e fondatore dei Grateful Dead, per disturbi legati all’alcolismo; Kristen Pfaff, bassista delle Hole, per overdose d’eroina; Gary Thain, bassista degli Uriah Heep, per overdose; Robert Johnson, uno dei più grandi bluesman di tutti i tempi, probabilmente per avvelenamento da stricnina (dettagli qui). 

La tristissima conseguenza di tutto questo è che questi grandi artisti potevano dare ancora molto con la loro musica… la loro morte in giovane età, d’altro canto, ha contribuito e contribuisce ad alimentare il fuoco della loro arte, e della loro leggenda.

Only the good die young.

Charlie Brown 666

Advertisements

~ di Charlie Brown 666 su febbraio 5, 2008.

7 Risposte to “The Forever 27 Club”

  1. Meglio bruciare velocemente che spegnersi lentamente… forse…

  2. kurt cobain sarebbe diventato un ottimo cantautore, secondo me… magari anche meglio di neil young 😛

  3. Le persone del Sud non hanno bisogno di Neil Young…

  4. appena appena crosby stills & nash

  5. 😀 vero.

  6. Nashville pussy?

  7. naaaa… meglio gli Alabama Thunderpussy o i Down… 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: