Giuditta e Oloferne

Ovvero: come il sacro muta forma

Giuditta, giustiziera giusta. “Giuditta era rimasta nella sua casa in stato di vedovanza ed erano già passati tre anni e quattro mesi. Si era fatta preparare una tenda sul terrazzo della sua casa, si era cinta i fianchi di sacco e portava le vesti della vedova”. *

E’ umile, Giuditta. Umile e ricca, ricca delle ricchezze terrene che il marito le ha lasciato. Lei vestiva di tela, digiunava, pregava giorno e notte, timorata di Dio. Aveva “oro e argento, schiavi e schiave, armenti e terreni ed era rimasta padrona di tutto”. *

Oloferne è generale supremo dell’esercito degli Assiri, per ordine del Re ha un compito che è un dovere: la conquista dell’ Occidente. La prossima conquista nella Giudea è Betulia. Il luogo di Giuditta e della stirpe.

Cinque giorni gli abitanti hanno chiesto e poi s’ arrenderanno agli Assiri.

Giuditta matura il piano, lascia la città con l’ancella e si presenta ad Oloferne. Con l’inganno conquista la fiducia del generale. “Dio mi ha indirizzato a compiere con te un’impresa che farà stupire la terra ovunque ne giungerà la fama”.* Oloferne è affascinato, lusingato e cade. Giuditta promette e rintanata nell’ accampamento Assiro, pianifica il giorno, prega la notte.

Il banchetto di Oloferne la accoglie, il generale ubriaco dorme. Giuditta è pronta, nessuno è nella tenda, l’ancella è a guardia. Prende la sciabola di Oloferne “e disse ‘ Dammi forza, Signore Dio d’ Israele, in questo momento’. E con tutta la forza di cui era capace lo colpì due volte al collo e gli staccò la testa. Indi ne fece rotolare il corpo giù dal giaciglio e strappò via le cortine dai sostegni”. *

Nell’ Antico Testamento sono pochi gli aggettivi che caratterizzano Giuditta (“bella, astuta e saggia” *), nulla esprime invece il suo stato d’animo durante e dopo il delitto. Giuditta è solo uno strumento di Dio. Non una parola, nemmeno una che la identifichi.

Nè fiera e altezzosa

Nè indifferente

Nè malinconica e vittoriosa

Nè orripilata

Nè determinata

L’unico limite della parola è l’immagine.

Demian

 

* tratto dall’ Antico Testamento, Libro di Giuditta.

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~ di the Marius su febbraio 1, 2008.

10 Risposte to “Giuditta e Oloferne”

  1. Sono tutti dipinti molto significativi ed espressivi, Ma secondo il mio modesto parere Klimt gioca sulla seduzione di Giuditta verso Oloferne, e soprattutto nella seconda opera, la donna appare amaciata, cadaverica tanto quanto la testa mozzata. Non credo sia del tutto indifferente. Anche se il volto non lascia trasparire emozioni si notano le dita contorte, che possono lasciar denotare qualcosa.
    Il Botticelli raffigura Giuditta secondo i suoi canoni classici noti soprattutto per la Venere e la Primavera. La sciabola che reca con sè non è insanguinata, ma nella mano sinistra reca un ramoscello d’ulivo.
    Caravaggio la dipinge come una fanciulla, dimenticando che la donna è vedova.
    A mio avviso il dipinto più “realistico” è quello di Gentileschi, dove Giuditta è una donna di mezza età, determinata nel portare a termine la missione che Dio le ha affidato.
    Nessuno degli artisti ha, però, ricordato che la testa viene troncata di netto con due colpi, e non “tagliata via”.

    Un’ultima osservazione. E’ un caso che la donna si chiami GIUDittA e che tradisca Oloferne?

  2. Ogni artista riprende La Giuditta secondo i propri canoni, in Botticelli è vestita alla maniera rinascimentale, in Klimt alla propria ,seducente e bellissima(e poi Giuditta ha sedotto Oloferne davvero,ma non dal punto di vista sensuale).Quella di caravaggio invece ci tiene tanto a nonn sporcarsi le mani.
    Il punto è che la bibbia, Non avendo offerto una caratterizzazione precisa del personaggio ha lasciato campo libero all’interpretazione in questa vicenda.
    Giuditta nel Botticelli è vittoriosa, ha l’ulivo, l’uccisione di oloferne salva dalla guerra il suo paese, ma è malinconica(volge il capo indietro) , si gira a guardare ciò che ha fatto.Molto umana come interpretazione secondo me.
    Klimt ritrae i due solo dopo l”omicidio. in Giuditta II la protagnista è per me una donna indifferente e fredda, è un’impressione che va dallo sguardo vacuo al fatto che non tenga la testa ma che lasci scorrere le mani nei capelli senza afferrarli, come se l’azione non la riguardasse.
    Nessuno degli artisti ha ricordato inoltre che l’ancella non aiuta Giuditta nel delitto ma rimane da palo fuori.

  3. Capo, vorrei farti notare un microscopico particolare: ai tempi descritti dalla Bibbia, a vent’anni era già da un pezzo zitella e senza più alcuna possibilità di trovare uno straccio di marito che volesse ‘merce’ così stagionata. Inoltre l’età media era decisamente bassa, si moriva per cose per le quali adesso non serve nemmeno chiedere consiglio al medico, per cui una donna giovane e vedova non sarebbe poi stato tanto strano.

  4. 😀 è proprio così ,infatti.La giuditta rimase vedova giovanissima,ancora molto bella e campò fino a 150 anni secondo le scritture.Amen.

  5. Cioè mi stai dicendo che dai 25 più o meno che rimase vedova fino ai 150 non giacque con nessun uomo?

  6. esatto ,non conebbe nessun uomo(in senso biblico).

  7. Conebbe?

    E in senso corano?

  8. Conobbe! Conobbe!
    HO la dislessia su tastiera!!!

  9. Si, mò si chiama dislessia su testiera.. tzè! :/

  10. vorrei rispondere a demian sul commento che riguarda la seconda giuditta di klimt… ecco,io non credo che dall’immagine di questa donna trapeli indifferenza e freddezza. anzi potrebbe sucitarmi questa sensazione la prima,dal quale sguardo,dalla quale espressione viene fuori una donna sicura,vittoriosa e soddisfatta dell’azione che ha portato a termine.nel suo sguardo non c’è ombra di altri sentimenti che contrastino con la sua azione. La seconda giuditta,invece,a mio parere,di gran lunga più sensuale rispetto alla prima,ha gli occhi socchiusi,il suo corpo sembra quasi abbattersi,infiacchirsi come se il peso e la portata di quell’azione l’avessero indebolita. anche la mano che tiene la testa di oloferne sembra pian piano allentare la tensione;non tiene con forza la testa della sua vittima come un trofeo,piuttosto sembra che le stia per scivolare dalle mani. non c’è nulla che lasci intravedere fierezza e ciò che lo indica maggiormente è il suo viso rivolto dal lato opposto. lei non guarda l’oggetto della sua vittoria,non per indifferenza ma perchè dentro di sè, in quell’istante, risiedono una pluralità di sensazioni ed emozioni contrastanti. Lei è eroina,carnefice,vittima,colpevole,giusta.

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