Attorno agli Outer

1998: Giuseppe Orlando, ventiduenne bassista dei promettenti Novembre, dopo l’esperienza al Random Music House di Ostia decide di aprire un proprio studio di registrazione, a Roma. Eredita l’attività dei Lead Recording Studios e fonda, cinque anni dopo l’uscita dell’album The Outer Limits dei Voivod, gli Outer Sound Studios.
Sono passati dieci anni ed i gruppi che si sono succeduti alla corte di Giuseppe non si contano – decine e decine, provenienti soprattutto dall’underground metal nazionale ed internazionale. Gli stessi Novembre, dopo i primi due album (Wish I could dream it again ed Arte Novecento) registrati in Svezia sotto l’egida di Dan Swano, registreranno tutti i loro lavori agli Outer – tutti i loro pezzi d’arte, da Classica a The Blue passando per i capolavori Novembrine Waltz e Materia.
A metà 2000 entra negli studios un gruppo di vecchi amici dei Novembre, i Klimt 1918. Registrano la loro prima demo, Secession Makes Post Modern Music, con la partecipazione dei fratelli Orlando per alcune parti vocali (Carmelo allo scream, Giuseppe alle clean vocals) e di Massimiliano Pagliuso (anche lui componente dei Novembre) per alcune parti di chitarra. Da allora, da quella demo, i Klimt hanno fatto davvero molta strada: si sono imposti con due ottimi album, Undressed Momento e Dopoguerra, ed hanno supportato i Katatonia nel loro tour europeo.
Attorno a Klimt 1918 e Novembre, attorno a quelle sonorità dolciastre ed a liriche ora malinconiche ora sognanti, si verrà formando, negli anni successivi, una vera e propria scena musicale. Gruppi quali Room with a View, Oblivio, The Foreshadowing e The Sun of Weakness sono accomunati da una prolifica e sentimentale vena creativa e dall’esser passati per gli Outer, mettendo in mostra l’estrema perizia di Giuseppe – tessendone sempre le lodi durante le interviste. Ho spesso parlato della non-esistenza di un genere di musica dura che potesse contraddistinguere i gruppi di casa nostra, ma adesso mi tocca ricredermi. Con le ultime uscite firmate Outer, rispettivamente Dreams are Distant Memories degli Oblivio, Days of Nothing dei The Foreshadowing e Trompe l’Oeil dei The Sun of Weakness (tutte risalenti all’autunno scorso), si è definitivamente venuto a creare, ai miei occhi, quel genere che da tanto tempo adoro e che, come dissi tempo fa, contraddistingue il sound dei Novembre – chiamarlo Outer sound, ora come ora, non mi pare una bestemmia. Atmosfere ora delicate ora dure, un alternarsi di colori cupi, testi che si concedono versi in italiano decisamente poetici, linee vocaliche malinconiche: a Roma si respira decadenza, romanticismo, poesia. Perché, a questo punto, chiamarlo doom-gothic e continuare a lanciarsi in pindarici paragoni dicendo che somigliano a certi My Dying Bride, a certi Opeth, a certi Katatonia, a certi Pain of Salvation?
È il suono degli Outer, punto.
A parte questo, c’è da ricordarsi che, comunque, in Italia si da poco conto al panorama metal, e pertanto le etichette disposte a pubblicare i lavori di band emergenti sono poche e, spesso, molto piccole. A parte i Novembre (che hanno fatto il salto di qualità passando alla Peaceville) ed ai The Foreshadowing (che pubblicano sotto Candlelight – etichetta dei primi album degli Opeth), gli altri gruppi sono accasati presso la My Kingdom Music. Per carità, le orecchie sono buone (hanno tanti gruppi veramente promettenti), ma i mezzi di promozione sembrano veramente esigui. La speranza è che possa crescere, o che qualcuno possa portare nuova linfa vitale a questa scena che promette emozioni a non finire. Soprattutto, speriamo che altri gruppi riescano ad uscire fuori dal guscio – augurio rivolto in primis ai Winter of Life, che hanno già passato intense settimane agli Outer e che hanno sfornato un disco stupendo (sperando che il 2008 sia l’anno buono per farlo ascoltare al mondo) – e che possano conoscerci per il nostro modo di fare musica dura ed piena di romanticismo allo stesso tempo…
…che ci conoscano per il sound tutto italiano che esce dagli Outer.

Charlie Brown 666

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~ di Charlie Brown 666 su gennaio 15, 2008.

2 Risposte to “Attorno agli Outer”

  1. I novembre mi hanno sempre fatto cagare sangue, a parte una sola canzone (child of the twilight) e Carmelo mi è sempre parso un coglione (mi ci so pure mbriacato assieme).
    I Klimt invece sono mostruosi, e il cantante (che pure ho conosciuto) è troppo simpatico. ci stanno pezzi loro, tipo Snow of 85 e Schmerzwerk, che so favolosi

  2. carmelo, a quanto m’hanno raccontato, è un po’ sopra le righe… ma nn offendere i novembre, remo! 😛

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