Un autore da Oscar!

“Leggendo e rileggendo Wilde di anno in anno, noto un fatto di cui tutti i panegiristi non hanno forse avuto nemmeno il sospetto : il fatto elementare e facilmente verificabile che Wilde ha quasi sempre ragione”. J.L. Borges.
Si guardavano intorno e sussurravano, o mettevano le mani alla bocca e nascondevano parole cattive e pensieri indignati… Non si spiegavano con che faccia tosta riuscisse ancora, come una volta, prima dell’accusa di sodomia, a mettersi in ghingheri, coi servi in livrea il cappello tra le mani e i fiori (girasoli) coordinati col cocchiere, e presentarsi così davanti al giudice, spavaldo, bellissimo e curatissimo come sempre, con i capelli arricciati con i ferri che usavano le donne. Questo era Oscar Wilde. Prima venerato nei salotti e nelle bettole, poi sputato in faccia dal padre del suo bellissimo amante ventenne, Lord Alfred Douglas. Figlio di Lord e proprio per questo intoccabile. La rivoluzione Estetica che Wilde predicava da anni, la libertà sessuale, la sfrenatezza in privato e l’eccentricità pubblico non poteva essere attuata, Londra non era pronta.

“Perché mai un uomo della vostra età si rivolgerebbe a un ragazzo di quasi vent’anni più giovane chiamandolo “my dear boy”?
“Gli volevo bene. Gli ho sempre voluto bene”
“Lo adorate?”
“No ,ma mi è sempre piaciuto. E‘ una bella lettera, credo, o meglio una poesia. Ecco non intendevo scrivere una comune lettera. Tanto varrebbe che mi interrogaste sulla decenza del RE Lear o di un sonetto di Shakespeare”
“E’ al di fuori dell’arte, Mr. Wilde?”
“Non posso rispondere al di fuori dell’arte”
“Supponiamo che un uomo che non fosse un artista avesse scritto quella lettera, direste che era una lettera decorosa?”
“Un uomo che non fosse un artista non avrebbe mai potuto scrivere quella lettera”
“Perché?”
“Perché solo un artista potrebbe scriverla. Non potrebbe certo usare quel linguaggio se non fosse un uomo di lettere”
“Posso osservare, giusto ai fini della vostra reputazione che non c’è niente di mirabile in questo “rossi petali di rosa le tue labbra”?”
“ Dipende molto da come lo si legge”
“La tua sottile anima dorata oscilla tra passione e poesia”. E’ una bella frase, questa?”
“Non come la leggete voi, Mister Carson. La leggete molto male”
“Vi sembra una lettera normale?”
“Mi sembra una lettera bella e poetica”
“Siete solito scrivere lettere simili ai vostri amici?”
“Non ho mai scritto ad altri nello stesso tono, e nemmeno a Lord Alfred, Perché non sono solito ripetermi”
“Ammetterete almeno che è una lettera fuori dall’ordinario!”
“Ma tutto quello che scrivo è fuori dall’ordinario! Io non mi sono mai dato arie da uomo ordinario, santo cielo!…”
“…Lo avete mai baciato ,Mister Wilde?”
( a proposito di un valletto di Lord Alfred)
“Ma no, via, era troppo brutto!”
“Come Mister Wilde? E se fosse stato carino..?”

Da “I processi di Wilde”,Riccardo Reim.

Oscar viene definito come il principe del superficiale, amava la vita di società, l’alta borghesia, i soldi, lo champagne, i ragazzi belli e giovani; Eppure quegli stessi soldi li sperperava nelle bettole, coi servi, i cocchieri, gli umili. Wilde, esteta, bello e decadente è morto come un reietto, odiato, additato non più con ammirazione e curiosità. E avrebbe potuto prevedere il voltafaccia della Londra bene e di quella popolare “la sola cosa di cui si è certi sulla natura umana è che essa cambia”.
Era brillante, ironico, a volte tragico. Esprimeva senza paura i pensieri quando si sentiva protetto dalla società. Quando si sentiva accettato.
Chi l’ha additato, in seguito, come superficiale, come guscio bello e vuoto, come romantico sodomita non è riuscito a vedere la lotta  per l’unica verità che è in grado percepire l’uomo. L’arte.
Un’esteta che predica l’unica etica possibile. “Non vi è una verità universale nell’arte. In arte sono veri anche i contrari delle verità. ”,”Quello che è vero dell’arte è vero della vita”.
Wilde aveva una scelta, sapeva che la città lo controllava, che la relazione con Lord Douglas l’avrebbe rovinato, poteva scappare. Poteva scegliere di fuggire e essere Dandy a Parigi, a Roma, prima del processo.
Egli stesso non sopportò più il mondo che aveva rappresentato e morì alla fine 1900, a 46 anni.
Simbolo della decadenza, nacque per essere principe e finire come un caduto di guerra.

Demian

Advertisements

~ di the Marius su gennaio 14, 2008.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: