Il Cinema come loro vogliono

Per un po’ smetterò di parlare di TV e mi dedicherò al cinema, in attesa del grande evento mediatico che tutto il mondo aspetta con trepidante attesa da otto edizioni: Il Grande Fratello ( e vi ho già anticipato troppo…).

 

 

Come tu mi vuoi”, un nuovo film made in Italy che vede protagonisti i nostri due nuovi beniamini che dopo il successo strepitoso di “notte prima degli esami” si sono ritrovati monopolisti del cinema italiano al pari di Boldi e De Sica: Nicolas Vaporidis e Cristiana Capotondi. La regia è di Volfango De Biasi.
Il film è ambientato nella facoltà di scienze della comunicazione a Roma e narra le vicende della matricola Riccardo (Nicolas Vaporidis) – macho e classico figlio di papà – alle prese con Giada (Cristiana Capotondi) – tipica ragazza di provincia. I due, completamente opposti, avranno modo di incontrarsi e conoscersi, ritrovandosi invischiati in una strana storia d’amore e sballottati tra menzogna e gelosia.
Giada, è una semplice ragazza che lavora per pagarsi gli studi i suoi studi alla facoltà, innamoratasi di Riccardo decide di far parte del di lui mondo, uno stile di vita a lei precedentemente ostile ed odioso, quello dei fighetti pieni di grana. Durante il film, poi, lei avrà modo di conoscere Fiamma (Giulia Steigerwalt) che si offrirà di aiutarla per “acconciarsi per le feste”.

La critica è stata davvero poco clemente con questa pellicola e del resto anche io lo sarò altrettanto. “Opera prima che conferma la standardizzazione drammaturgica e formale del cinema italiano per (e sui) teenagers ” Come non essere d’accordo? La regia è discreta, ma la qualità del contenuto stesso del film è a dir poco stereotipata, come la cultura e il modo di vivere degli adolescenti. Forse questo film non fa altro che rispecchiare la superficialità dei giovani, ormai senza più valori o, se esistenti, sicuramente effimeri. Una critica molto pesante, ma che comunque nelle sale ha ottenuto il successo che desiderava. Si rabbrividisce all’idea che Capotondi e Vaporidis possano sembrare Loren e Mastroianni di oggi. La critica alla civiltà dell’apparenza meriterebbe maggior cattiveria, qui si rischia superficiale e complice simpatia con vodka e coca(ina). Il regista è stato bravo nel far credere al pubblico più ingenuo, sicuramente in maggioranza rispetto a quello più smaliziato, che a trionfare sia l’amore e non l’opportunismo. E poi ad ogni popolo il suo specchio.L’alta moda bisogna saperla anche indossare non solo comprare.

the Real Dreamer

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~ di the Marius su gennaio 10, 2008.

13 Risposte to “Il Cinema come loro vogliono”

  1. una sola cosa:
    mastroianni era FIGO;
    la loren è una DONNA.

    piccole differenze 🙂

  2. La piccola differenza sta nel fatto che Mastroianni e Loren sono Attori.

  3. Leggere leggere!:D Differenze minime.
    La Loren da Pozzuoli ora è ad Hollywood, sti 2 dove vorrebero andare?

  4. hollywood poco c’entra… mastroianni mi pare nn ci sia mai stato… nn sapeva per niente l’inglese! 😉

  5. Sono anni che non butto via i soldi del biglietto del cinema per vedere un film made in Italy… No, aspettate, di recente ho visto “Il Caimano” di Moretti (una delusione).
    Il Capo ha ragione: una volta il cinema italiano poteva vantare Veri Attori, adesso qualsiasi cosa siano c’è ben poco da vantarsi….

  6. e come potrei darti torto?:D

  7. A mio giudizio il film meriterebbe una critica ancor più severa. Ad ogni modo è vero ke ad ogni popolo il proprio specchio, quindi non mi dilungherò in un’altro pessimistico commento, ma aggiungerò una nota di ottimismo: Se tutti riuscissero a scorgere allo stesso modo ciò che di bello e prezioso vi è in una forma d’arte, probabilmente essa perderebbe di valore.

  8. Se tutti riuscissero a scorgere allo stesso modo ciò che di bello e prezioso vi è in una forma d’arte, la razza umana sarebbe infinitamente migliore di quello che è. Implicherebbe anche che l’arte avrebbe un valore immenso per tutti.
    L’arte, la vera arte, non perde valore perchè qualcuno non la capisce (il che spiega anche, per processo inverso, come certe croste possano essere considerate arte…)

  9. <appoggio pienamente AngeloAcrobata, caro trespolo, Lo ricordi anche tu no?
    se puoi vedre guarda,se puoi guardare osserva.:)

    Anche se, partendo dl fatto che l’arte,mi esprimo rozzamente,è comunicazione ci sono sicuramente persone Più sensibili a questo tipo di comunicazione..forse è una questione di percezione delle cose.Ma questo fatto non cambia l’arte in sè.E non potrebbe cambiarla mai.
    L’unico cambiamento che l’uomo potrebbe apportare all’arte è solo in potenza ,in futuro, e non nel riconoscimento della stessa,dato che è l’uomo che fa arte.
    per inciso Borges ha scritto L’aleph e Federico Moccia tre metri sopra il cielo…
    se andiamo avanti così ci sarà sicuramente ancora da leggere,studiare,guardare, (perchè non basta una vita intera), ma poco “nuovo” ed è questa la cosa che mi spaventa di più.

  10. E va bene mi arrendo, alla luce di tali dotti commenti, allora all’inevitabile verità ke l’Italia è proprio un paese dove la cultura è pressocchè morta

  11. Più che morta, in stato vegetativo, con rari, preziosi guizzi di vitalità … e quando speri che si riprenda, ripiomba nel coma più profondo. Se vi serve una prova, è più che sufficiente che facciate rapidamente zapping alla tv.

  12. Più che morta, direi. Ieri c’è stato il trigesimo…

  13. (Con tono alla Homer J. Simpson) “MITICO!”:D

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