Buon Compleanno, Zione!

In questi giorni si festeggia il compleanno editoriale di uno dei paperi più famosi ed amati di sempre: Paperon de’ Paperoni. Sono, infatti passati 60 anni da quando fece la sua prima comparsa pubblica sul numero 178 di Four Color Comics, nella storia Paperino e il Natale sul Monte Orso ad opera di Carl Barks.

 

 

Ispirato principalmente alla figura di Ebenezer Scrooge. Protagonista di Canto di Natale di C. Dickens, ne trae il carattere scorbutico e burbero, addolcitosi “leggermente” con gli anni nonché la famosa avarizia. Probabilmente parte della sua essenza è dovuta anche alla biografia di Andrei Canergie, un miliardario americano proveniente dalla Scozia.

Paperone nasce dalla matita e dalla mente di Carl Barks, il quale volle creare una genealogia e una città di paperi nella quale collocare Paperino e i suoi nipotini Qui Quo Qua (Huey, Dewey e Louie) affidategli dalla sorella Della. Nasce così la città di Paperopoli e una miriade di personaggi col becco, tra parenti, amici e rivali.

Paperon de’ Paperoni rappresenta il self-made-man, l’uomo che si costruisce da solo nonostante i dispetti del destino. A differenza di molti, Paperone non bara né truffa per accrescere le sue ricchezze, ma utilizza solo il fine fiuto per gli affari e l’onesta nei confronti degli antagonisti.

Al contrario di molti altri personaggi Disney, zio Paperone può vantare un dettagliatissimo background, un passato minuziosamente descritto, con tanto di anno di nascita del multimiliardario piumato e date di decesso dei genitori. L’opera di cura del passato di mr. de’ Paperoni è stata avviata (in modo dettagliato) da Carl Barks e completata e affinata dal suo allievo Don Rosa.

 

Paperon de’ Paperoni nasce nel 1867 a Glasgow, Scozia e appartene ad un nobile clan caduto, però, in rovina. Per il suo decimo compleanno, il padre regala a Paperone un kit da lustrascarpe, in modo che possa guadagnarsi qualche spicciolo. Il suo primo cliente è uno scavafosse il quale richiede talmente tanta fatica che alla fine del lavoro il giovane papero sviene. Al suo risveglio si ritrova pagato con una moneta americana inutilizzabile in Scozia (la Numero Uno). Decide così di non fidarsi di nessuno ed essere sempre circospetto nei confronti degli altri. Altra sua decisione è partire per l’America in cerca di fortuna, ma a causa della mancanza di soldi rimane a fare il lustrascarpe provvedendo all’istruzione delle sorelle.

Riuscito finalmente ad Andare in America cade vittima di alcuni fallimenti, uno dei quali causati dal futuro Nonno Bassotto. Dopo varie peripezie riesce ad inserirsi nel mondo degli affari grazie ad Howard Rockerduck (padre del suo nemico/amico John) ma entro breve sarà costretto a rinunciare poiché richiamato in Scozia dalla famiglia che naviga in cattive acque. Dopo aver risolto i problemi al castello di famiglia, parte per il Sudafrica, dove incontra Cuoredipietra Famedoro. Questi lo raggira e Paperone è costretto a spostarsi in Australia.

Ritorna finalmente in America e si reca nel Klondike, dove dopo anni di estenuanti ricerche riesce finalmente a trovare il filone d’oro. Qui conosce anche il suo unico grande amore, Doretta Doremì, la quale cerca successivamente di incastrarlo ma senza risultati.

Tornato come uomo (o meglio, papero) di successo in Scozia, viene deriso e cacciato via dalle sorelle a causa del suo carattere. Torna in America ed edifica il deposito, attorno al quale sorgerà la città di Paperopoli. Va via per 27 anni e al suo ritorno apprende d’esser diventato il papero più ricco del globo. Il suo carattere è diventato, però, così duro, a causa delle angherie che la vita gli ha sottoposto, che alla fine i parenti decidono di abbandonarlo del tutto. Passa cinque anni in solitudine e il Natale del suo ottantesimo compleanno invita Paperino e i nipotini a festeggiare con lui. Li porta a visitare il deposito, ma qui vengono rapinati dai Bassotti, che vengono sgominati unicamente dal vecchio zio. Questi si rende conto che la sua vita non è affatto finita, che ha ancora la forza di combattere e dei parenti che gli vogliono bene per quello che è.

 

ATTENZIONE- LEGGERE SOLO SE NON SI SOFFRE DI CUORE

Ehm… Ho appena appreso una brutta notizia, che non tutti vorrebbero leggere. Secondo Wikipedia, zio Paperone sarebbe morto nel 1967 all’età di 100 anni…

FINE DELLA SOFFERENZA CARDIACA

 

Comunque non disperate, gente. Se avete a cuore i paperi almeno la metà di quanto stanno a cuore a me, presto avrete altre delucidazioni sulla famiglia Mc Duck e il loro contorto albero genealogico.

 

 

Sgrunt! Squak!

the Marius

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~ di the Marius su dicembre 28, 2007.

3 Risposte to “Buon Compleanno, Zione!”

  1. la saga di zio paperone è meravigliosa

  2. Era il mio personaggio preferito della Disney. Con Carl Barks abbiamo perso uno dei più grandi…

    @ Charlie: ne ho ancora due copie di edizioni differenti! 😛

  3. Azz, di Barks? Io dovrei avere un bel po’ di materiale di Don Rosa (tra cui un autografo…)

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