Creative e Linux

Questa settimana voglio proporvi una critica camuffata da storia, riguardante una delle più importanti aziende in campo hardware.

Prima che acquistassi e assemblassi il mio sistema attuale (correva l’anno 2005) il mio hard disk IDE da 40 GB era partizionato in modo che avessi un dual boot tra Windows XP e Mepis; era un PC vecchiotto, così tutto il mio hardware era supportato magnificamente da quella versione del kernel Linux. Mi documentai sulle prestazioni che desideravo e mi accorsi che nessun sistema precostruito raggiungeva i livelli da me ambiti. Ordinai così dalla rete i vari pezzi hardware, ma, a causa della gran novità, fui obbligato ad acquistare una Creative Sound Blaster X-Fi Fatal1ty FPS ordinandola in una catena di negozi di elettronica. Ne fui immediatamente colpito, dacché la tecnologia allora talmente nuova permetteva di rendere la qualità di un MP3 migliore di quella di una traccia CD Audio e a creare un’esperienza sorround unica grazie all’esclusivo chipset, al velocissimo processore equivalente ad un Pentium 4 a 3.6 GHz, il Crystalizer a 24 bit e 64 MB di X-Ram. Inoltre il pannello frontale includeva tantissimi jack e potevo controllarlo anche da telecomando. Ciò che è facilmente intuibile è che è una scheda audio ottimizzata per i giochi, e che senza dubbio costruii il nuovo sistema attorno all’ambiente Windows.
All’inizio non me ne preoccupai molto: sapevo che prima o poi sarebbero stati resi disponibili dei driver Open Source così come è successo per altre schede Creative quali quelle della serie Audigy.
Come un bambino alle prese con dei mattoncini montai alla perfezione il mio sistema, e quel BIP pulito in fase di boot che rimbombava nella mia testa fu quasi paragonabile ad un orgasmo. Avevo acquistato anche due hard disk Serial ATA della Western Digital, ognuno dalla capienza di 320 GB, così installai nuovamente Windows XP e cominciai ad installare i driver.
Qui sorse il primo problema; chiaramente riguardante la scheda audio Creative: nel CD non era presente l’opzione per installare il supporto agli infrarossi del pannello frontale. La cosa fu già abbastanza strana, perché il manuale della X-Fi riportava chiaramente anche degli screenshot del menu d’installazione, dove era presente anche l’opzione per installare i driver del pannello frontale. Controllai le FAQ sul sito ufficiale e mi documentai anche su qualche forum. Era necessario andare in una cartella all’interno del CD ed eseguire manualmente il setup da me richiesto, ma non sapevo quale fosse il nome di questa benedetta cartella. Infatti, la cartella non era per niente presente sul mio CD.
Contattai il supporto tecnico di Creative dando per difettoso il mio CD, così due settimane dopo me ne mandarono un altro con lo stesso problema.
Decisi di rinunciare e di accontentarmi del fatto che riuscivo ad avere un audio di qualità e il jack da ¼” funzionante a prescindere dal driver per gli infrarossi. Lasciai addirittura perdere l’installazione di Mepis, ipnotizzato dal suono eccezionale che si espandeva nella mia stanza.
Quell’estate del 2006 feci un viaggio ad Atene con Charlie Brown 666 (e fatemelo menzionare, altrimenti si lamenta…) e scoprii una rivista che distribuiva la versione Dapper Drake di Kubuntu (6.06 LTS). Era il periodo in cui su ogni rivista c’erano almeno tre o più immagini del cubo di Compiz (anche se attualmente non credo che le cose siano cambiate). Quando tornai a casa installai la distribuzione a me nuovissima, eliminai Windows perché decisi che non valeva assolutamente la pena di lavorare su un ambiente operativo di merda (permettetemelo) solamente per godere di qualcosa a discapito di tutto il resto. Tornai in garage, ripresi la mia vecchia ESS Solo e la montai. Supportata, chiaramente.

Su Creative Open Source scrissero che dei driver closed source per Linux sarebbero stati resi disponibili nel primo quarto del 2007, poi nel secondo, poi nel terzo.
Alla fine, dopo più di un anno e mezzo, i driver sono finalmente disponibili, ma sono BETA e disponibili solo per architetture a 64 bit. E non finisce qui, perché per far partire l’installer c’è bisogno di applicare una patch e non viene sfruttato nemmeno il 25% della reale potenza della scheda, rendendo i driver beta effettivamente dei driver alpha.
Adesso non so fino a che punto spingere la mia critica, perché se dopo un anno e mezzo tutto ciò che siamo riusciti ad ottenere è questo i punti sono tre:

1) Il personale di Creative contiene deficienti che ci vogliono prendere per il culo;
2) Creative ha un accordo con Microsoft;
3) Credono di riuscire in questo modo a convertire gli utenti ad architetture Linux a 64 bit.

Non escludo la possibilità che la causa sia data da tutti e tre i punti messi insieme, questo perché pur di non rilasciare il codice sorgente preferiscono creare dei driver a sorgente chiuso a discapito delle persone che hanno acquistato un prodotto X-Fi e che usano GNU/Linux da anni (spiegazione del punto 2); perché altrimenti non avrebbe senso rilasciare dei driver solo ed esclusivamente per un’architettura non ancora pronta all’utilizzo desktop utilizzata nemmeno dal 5% delle persone che usano Linux (e se consideriamo che gli utenti che usano GNU/Linux non sono nemmeno il 10% delle persone che usano Windows ciò rende questi driver sviluppati solo per una cerchia ristretta, spiegazione del punto 1 e 3).
C’è dell’altro, perché nel programma di feedback dei driver beta, tantissimi utenti disperati hanno dato addosso a Creative accusandola di non aver rilasciato driver a 32 bit dopo tanta attesa e mettendole pressione, oltre ad averle fatto fare una grande figura di cacca postando la patch per risolvere i bug dell’installer. Cosa c’è di strano? Che i messaggi di feedback devono essere controllati ed approvati, altra spiegazione del punto 1. E lì in mezzo ci sono anche io.

Dopo tutto questo tempo, la mia scheda è ancora nello slot apposito a prender polvere, almeno (ma inutilmente) riconosciuta come “Sound Blaster X-Fi” dal mio Kubuntu Gutsy, il pannello frontale giace morto sperando di risorgere un qualsiasi giorno ed il telecomando è sprofondato da tempo sotto il cumulo di cd, cavetti, fogli e quant’altro sulla mia scrivania.

La morale di questa storia, secondo le aziende, è che SIAMO NOI a doverci informare della compatibilità con Linux prima di acquistare un prodotto. Se avete tempo da perdere leggete anche questo articolo, per rendervi le idee più chiare.

La MIA morale della storia, forse rassegnata, è che adesso sapete cosa NON comprare per Natale ad un appassionato del Pinguino.

Thunder Teaser

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~ di Montblanc su dicembre 8, 2007.

7 Risposte to “Creative e Linux”

  1. Io avevo una vecchia SoundBlaster Live e con Linux (tra l’altro con Debian Woody) andava che era una scheggia.
    Mi spiace che le nuove abbiano un così scarso supporto. Io volevo rispolverare quella vecchia per il nuovo PC…

  2. Bah, confido nel fatto che un giorno o l’altro rilascino i sorgenti… anche se, a dir la verità, lo spero PER LORO! 😛

  3. Concordo, l’apertura verso l’utenza GNU/Linux e la pubblicazione delle specifiche delle schede e dei sorgenti dei driver è l’unica strada utile per queste aziende. Chissà se seguiranno prima o poi le strade intraprese da aziende quali Intel o AMD…

    PS. Un piccolo sentito ringraziamento a Thunder Teaser, senza il quale non mi sarei convertito a Linux (prima con Ubuntu 6.10, poi col cerbiatto e lo scimmiotto, ora – felicemente – con Archlinux)

  4. per Thunder Teaser, HIP HIP HURRA! 😀

  5. Non ringraziate me, noi scriviamo per il pubblico oltre che per il piacere di farlo, ed è solo grazie ai lettori che PippaMentis prosegue… quindi grazie a te, Fruskio! 😉

  6. Beh però se si vuole far funzionare qualcosa su linux un minimo di informazione la dovresti avere, penso….

    Cmq gia da anni la hp vende pc almeno compatibili all’80% con linux, anche perchè hp ha il suo unix (HPUX) che gira con i driver di linux alla fine quindi gli conviene.

    Per i pezzi singoli andate su AMD per i processori, intel per le varie schede (rilasciano le specifiche hardware per creare i driver open), e le ATI (hanno appena cominciato a fare la stessa cosa delle intel)

    P.S. le schede di rete vengono riconossciute praticamente in toto

  7. Sto su linux da parecchi anni(girava ancora il kernel 2.4.18) e driver creative non ne ho mai visto 😮 eppure le mie schede audio(prima una SB Live poi una Audigy) si son comportate degnamente con gli alsa 🙂
    Per fortuna che in questi anni è nato ubuntu,non mi piace per niente,ma ha il merito di aver portato parecchi utenti su linux forzando cosi i produttori di hardware!
    Ancora qualche anno e le cose si muoveranno davvero

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