Spider-Man: il Regno

Esistono fumetti che fanno storia e che vengono “importati” nella continuity di un altro personaggio nella speranza che funzioni. Questo è il presupposto di base che il lettore deve tener presente quando si appresta alla lettura di Spider-Man: il Regno.

 

Kaare Andrews ha lavorato per mesi alla stesura del suo masterpiece, nella speranza che venisse annoverato,poi, tra le graphic novel che hanno fatto storia. Ne ha curato la sceneggiatura, la grafica, i disegni, le chine e i colori.

 

In Spider-Man: il Regno, troviamo un Peter Parker ormai vecchio, arteriosclerotico e visionario. Nostalgico più che mai, il nostro eroe parla ad una evanescente Mary Jane. La città in cui vive non è la classica New York alla quale siamo abituati. Una città fredda, oscura, dominata da un sindaco che vuole proteggerla dall’esterno imprigionando per sempre la Grande Mela. Una città senza più eroi, che sembra aver dimenticato la speranza che si accendeva sul volto dei cittadini quando un superumano balenava nel cielo. E’ in questa metropoli tiranna che si muove l’ancora più vecchio e nevrotico J. Jonah Jameson. Riuscito, chissà come, a rintracciare il nostro Peter Parker, gli consegna un sacchetto che contiene il costume dell’Uomo Ragno. Cacciato in malomodo dal protagonista verrà da questi salvato pochi minuti dopo, quando Jameson viene pestato da una pattuglia di polizia per aver usato violenza su un’automobile. E’ così che Kaare Andrews descrive il ritorno di uno dei più grandi eroi e la sua stessa fine. Vi ricorda qualcosa? Esattamente, il Ritorno del Cavaliere Oscuro.

A quanto pare l’autore è un grande ammiratore di Frank Miller, al punto di voler “adattare” il capitolo finale dell’Uomo Pipistrello a Spidey. Non sto facendo una critica da quattro soldi, tranquilli. Lo stesso autore ha dichiarato che Spider-Man: Reign è la controparte di Dark Knight Returns. E lo capiamo da alcuni elementi topici.

  • In DKR Frank Miller descrive l’ambiente in cui si narra l’evento, i cambi di scena, e gli eventi minori o le conseguenze di certe azioni tramite la stampa, più propriamente televisiva fatta di TeleGiornali e Talk Show,utilizzandola come una didascalia. Questi hanno una grande importanza a livello narrativo, in quanto utilizzati per descrivere, collegare, creare suspance e opinione, fino a mescolarsi con la trama divenendo lo scenario nel quale accade un importante evento.

In SMR, I Media sono soltanto TeleGiornali che intervallano la narrazione, non vengono utilizzati a scopo introduttivo se non quando descrivono il sistema che il nuovo sindaco ha deciso di adoperare per “proteggere” i cittadini newyorkesi. Diventano collante narrativo poche volte, il loro scopo sembra quello di accusare i media di contaminare le notizie a favore dei politici.

  • Frank Miller ambientò l’inizio di DKR in un clima torrido, appiccicoso, descrivendolo come una fastidiosa zanzara che ti fa perdere i nervi, così come gli abitanti di Gotham Citysembrano essere impazziti. Quando il vecchio Bruce Wayne decide di indossare la maschera con le orecchie e si lancia in strada, il cielo è squarciato da un lampo che segna l’inizio del temporale e la fine dell’afa. Batman arriva con la pioggia a pulire le strade.

Anche il ritorno dell’Uomo Ragno in Reign è segnato da un fulmine che, purtroppo, non ha funzione metaforica ma puramente scenica: il primo combattimento di Spidey dopo anni, è perpretato ai danni di alcuni militari sotto una pioggia battente.

  • In entrambe le storie ci sono delle piccole coprotagoniste: la terza Robin e ragazzina in Reign.

Entrambe fungono da veicolo di speranza nel ritorno degli eroi. Mentre la terza Robin si limita ad aiutare Batman, standole vicino il più possibile e in certi casi salvandogli la vita, la bambina in SMR non vede Spidey che di sfuggito. La sua presenza crea un filone narrativo a sé, lavorando sulla figura che entrambe le ragazzine incarnano, ma dando più respiro alla co-protagonista di Kaare Andrews rispetto a quella di Miller.

Un’ultima nota: la polizia di Reign ricorda molto la milizia dell’Acquarion di un’altra opera di Miller: Ronin.

Tutto sommato, questa graphic novel non sarà ricordata come una delle più grandi opere a fumetti, ma l’impegno e la dedizione dell’autore ne fanno comunque un buon fumetto da leggere.

 

the Marius

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~ di the Marius su novembre 24, 2007.

Una Risposta to “Spider-Man: il Regno”

  1. ma che palle nn lo trovo da nessuna parteeeee!!!! io lo voglio questo fumetto maledettooooo!!!

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