Dove sei, Devilman?

C’erano una volta, in televisione, unicamente cartoni animati serializzati americani. E Calimero, a parte Gulp Supergulp. L’Orso Yoghi, Tom & Jerry e i Flintstone della Hanna & Barbera; Bugs Bunny, Road Runner & Will E. Coyote, Duffy Duck (le Silly Symphonies) della Warner Bros; ed anche Topolino, Paperino e Pippo ( Le Merry Melodies) della Disney. Per non parlare dei pezzi di storia come Felix il Gatto.

Sul finire degli anni ’70 ci fu la rivoluzione, in TV: dall’altro capo del mondo arrivarono animazioni più mature, con uno stile grafico totalmente diverso. Dall’Oriente giunsero gli anime giapponesi. Chi ricorda quegli anni sa che non dico il falso quando racconto che ci fu un’invasione totale delle reti televisive. Persino le piccole emittenti cominciarono la messa in onda di quelli che poi divennero i classici d’animazione nipponica.

Arrivarono le saghe spaziali di Leiji Matsumoto, le melanconiche commedie di Hayao Miyazaki, i robottoni di Go Nagai. Iniziai a sorbire in streaming gli eroi che poi hanno formato il mio essere. Il solitario treno che vaga nello spazio di Galaxy Express 999, il triste Capitan Harlock, L’indomito Koji Kabuto, e ancora il coraggioso Conan il ragazzo del futuro, per non parlare di altri capolavori come Sam il ragazzo del West, Judo Boy e i cartoni comici quali Nino il mio amico Ninja, Arturo re del Judo, Yattaman, Carletto il principe dei Mostri. La lista dei titoli è ancora lunga, se vogliamo poi aggiungere le serie dei primi anni ottanta, dobbiamo tener conto di Kyashan, Hurricane Polimar, Candy Candy, Heidi, Anna dai Capelli Rossi, Creamy, Magica Emy, Ken il Guerriero, Gundam, Tekkaman, Goldrake, Mazinger Z, Il Grande Mazinga, Getta Robot, Jeeg Robot d’Acciaio e le varie imitazioni dei robot di Nagai come Daltanius, Combatler V, Vultus V, Astrorobot, Gaikin, Gordian e tantissimi altri, di cui al momento non ho memoria, ma se opportunamente rinfrescata ricorderò con grande piacere.

Due su tutti erano i miei eroi preferiti: Devilman e Conan. Akira Fudo era un ragazzo come tanti, debole e maltrattato, un po’ Peter Parker. Decide di sacrificare la sua umanità per fondersi con un demone e poter, così, salvare l’umanità minacciata da orde di esseri infernali. E’ stato il primo eroe che io abbia mai disegnato. Avevo tre anni. L’autore di Devilman è, ovviamente, il genio che si fa di extasy (secondo me :-P) Go Nagai. Un paio d’anni fa ho deciso di leggere il manga dedicato a questo protagonista, trovandolo sì diverso da come ricordavo l’anime, ma allo stesso tempo molto maturo, sia come trama che come disegni. Per essere un’opera di fine anni ‘60/inizio ’70 è un capolavoro che rimane ancora ineguagliato.

Conan, nato dalla penna del Walt Disney d’Oriente, Miyazaki, era un ragazzino che viveva su una Terra post-apocalittica. Tutto il suo mondo (e la popolazione che conosce) ruotava attorno ad una figura: il nonno, emblema di saggezza e volontà di pace che solo colui che ha visto gli orrori della guerra può bramare in modo così ardente. Conan era un bambino molto particolare, non aveva paura di niente, era forte e aveva un alluce incredibile, con il quale brandiva l’arpione che lo aiutò nella caccia dello squalo dal naso bianco nel primo episodio. Posso confermare che il Goku di Dragon Ball deve non poco a questo bimbetto. Ricordo con affetto Conan, perché era colui che un giorno sarei potuto essere io, e lo invidiavo tantissimo perché al suo fianco aveva la dolce Lana. Miyakazy, col suo anime, mi insegnò il senso della morte, quando a tre o quattro anni, assistetti alla dipartita del nonno di Conan. Piansi un sacco, perché capii che il nonno, al quale il bambino, e ormai anch’io, eravamo affezionati, non ci avrebbe più sorriso.
Più passano gli anni e più mi accorgo che gli anime con i quali sono cresciuto vanno nel dimenticatoio e rimangono solo dei bei ricordi nelle menti dei nuovi adulti. La ragazzina che piangeva per le storie d’amore di Candy Candy si sarà ormai sposata e avrà dei figli, magari col bambino che giocava a lanciare i pugni atomici contro Garada K-7 e Duplas M-2.
Le storie che mi hanno cresciuto portavano delle morali, insegnavano ai bambini che li seguivano dei valori buoni come l’amore, il senso della giustizia e quello dell’amicizia. Ma gli anime che si fanno vedere ai bambini, cos’hanno di educativo? Quasi tutti incitano alla sfida contro gli altri. Non c’è trama se prima o poi il protagonista non affronta un torneo. Ne i Pokèmon si incita alla cattura e alla lotta clandestina di animali, Dragon Ball Z (che è la serie più seguita, anche se le stagioni in cui Goku è un bambino rimangono le migliori) fa credere ai bambini che solamente se diventi qualcun altro rispetto a te stesso sei il migliore, che cambiando la forma cambia il contenuto. E la lista delle accuse potrebbe durare intere pagine. Mi limito soltanto a rimpiangere i vecchi eroi. Si, “sono un fottuto nostalgico” ma continuerò a cercare Devilman!

The Marius

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~ di the Marius su novembre 21, 2007.

11 Risposte to “Dove sei, Devilman?”

  1. uà che mi hai fatto ricordare….
    “corre il treno,corre nella notte va, e volerà nel blu fra lune e stelle,un ragazzo coraggioso partirà e troverà la verità e vincerà…solo galaxy sempre galaxy ,come un sogno questo treno viaggerà..” (poi l’ho dimenticata).

    tu eri un ragazzino e io una bimba ma qualcosa è rimasto.. 😉

  2. …il futuro è la che aspetta solo te. L’eternita` sara` per tutti noi. Quel ragazzo coraggioso è già un’eroe e vincerà, si vincerà, adesso va, adesso vaaaaa! GAAAALAXYYYY!!!

  3. @ Demian. io Galaxy lo vedevo nello stesso periodo in cui vedevo gli altri, più o meno età da asilo. E ti assicuro che non sono mai stato bocciato all’asilo 🙂

  4. Credo tu abbia ragione, per quanto non ritengo devilman un cartone animato educativo, i cartoni di adesso spingono solo alla sfida (anche se una sana competizione non fà mai male), e all’merchandaising (si scrive così?) ..Sono logrroiche pubblicità di giocattoli e basta, le trame tendono all’inconsistenza ( pokemo e digimon ne sono la prova ma anche Hamtaro non scherza) o sono la copia di trame già viste..

  5. Ma chi se li ricorda i cartoni animati dei personaggi Marvel nella prima metà dei ’70? Quelli con il personaggio immobile che si muoveva spostando la figura o zoomando, con le classiche scritte POW! BANG! CRASH! …. Archeologia! 🙂

  6. Quelle dove lo scudo di Cap partiva da solo senza bisogno d’esser lanciato?

  7. Si! Quelli li! Con Cap, Hulk, Thor…

    Ciao.

  8. Ciao
    (ma vai via?)

  9. No, è che dire ciao è “salutare”. 😀 GH!
    Ok, ok, dopo questa potete mettermi in blacklist. 🙂

  10. E mandare all’esilio uno dei pochi lettori attivi?
    “Giammai”, direbbe Telespalla Mel.

  11. […] per bambini e gli anime che all’epoca entravano in italia (di cui vi ho già parlato qui) ciò che mi gustavo gli spot pubblicitari. Vi sembrerà stupido, ma non credo di esser stato […]

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