Rest In Birdland

Un giovane pianista austriaco mezzo zingaro arrivò a Boston con una borsa di studio ed una valigia piena di sogni, di speranze e di semicrome da suonare. Immagino che in quel giorno a Boston fece davvero freddo, immagino che il freddo fu liberato da quella valigia, immagino che lo zingaro se lo portò da casa, magari per sentirsi a casa. A Boston c’è la Berklee School, uno dei college di musica più quotati del mondo (uno dei più blasonati d’America, assieme alla Juliard di New York). Lì avrebbero studiato dei mostri sacri del jazz (Keith Jarrett, Al Di Meola, John Scofield, Vinnie Colaiuta, Jeff Berlin… vi dicono qualcosa?), ma nel 1959 questo giovane zingaro ancora non poteva saperlo. Posso vedermelo, posso immaginarmelo, quel giorno, col cuore pieno di speranza, un sorriso enorme sulla sua faccia slava, il respiro affannoso di chi è annegato da un’ondata d’emozioni. Da allora, lo zingaro salì gradino per gradino la scala per entrare nell’Olimpo del Jazz, camminando con le dita sui tasti di un pianoforte – perché nel jazz i musicisti diventano famosi perché sanno suonare, perché le dita che suonano le muove un animo sensibile, perché nelle vene del jazz scorrerà eroina o whisky, ma non corruzione (non ci sono donne pronte ad offrire la propria bocca come caldo riparo al seme di un discografico). Cannonball Adderley (avete presente Jive Samba?) lo volle nel suo sestetto dopo essere uscito dal Miles Davis Quintet, dove la sorte fece sì che si ritrovasse lo zingaro, ormai prossimo ai quaranta, ormai prossimo al grande successo. Già, perché nel 1971, assieme all’allora sassofonista di Davis Wayne Shorter (mica uno qualunque!) fondò uno dei gruppi cardine (assieme, fra gli altri, ai Return to Forever di Chick Corea e alla Mahavishnu Orchestra di John McLaughlin)del nuovo genere fusion: i Weather Report. Al loro fianco ebbero una sezione ritmica favolosa ma sempre variabile – fra gli altri, più degli altri, un magico Peter Erskine alla batteria, ed il leggendario Jaco Pastorius al basso. Poi, gli ovvi dischi da solista, must per i grandi compositori jazz.
Joe Zawinul ha lasciato il jazz terreno l’11 Settembre, giorno che verrà sicuramente ricordato per altro, più che per lui. In un giorno pieno di commozione la notizia della sua dipartita ha dato un pugno nello stomaco a tutti gli amanti del genere, a tutti i suoi ammiratori.
Immagino che nella sua Vienna, prima di morire, qualcuno abbia aperto una valigia – magari la stessa – soltanto per relegare tutti i suoi ammiratori nel gelo dell’assenza.
Poi, però, il freddo diparte.
Già… a Birdland non può fare freddo.

(Weather Report, Birdland, live in Germany 1978)

Charlie Brown 666

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~ di Charlie Brown 666 su settembre 24, 2007.

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