Antitesis

XI

Ciao bambini! Bentornati a “ Come uscire da una situazione di merda”; stasera il vostro affezionatissimo Antitesis, vi spiegherà come sopravvivere quando si hanno davanti due ascensori, unico modo per raggiungere l’ultimo piano di un palazzo gremito di esperti assassini che sognano di fottervi, pochi proiettili, un po’ di esplosivo al plastico, un detonatore e un po’ di mazzo che non guasta mai! Allora: chiamate uno dei due ascensori; aspettate pazientemente l’arrivo della cabina, dopodiché applicate l’esplosivo al plastico in modo che l’esplosione sia il più letale possibile nei confronti dei vostri nemici. Bambini, avete raccolto oggetti appuntiti come chiodi o pezzi di vetro come vi avevo detto? No! Oh, che sbadato, non vi ho ancora parlato di questo piccolo particolare?! Chiedo scusa! Comunque, cercate chiodi, pezzi di vetro o di cristallo, qualsiasi cosa, insomma, che potrebbe essere letale se scagliata a grande velocità! Riempite la cabina con tutti questi meravigliosi oggettini, selezionate il piano di destinazione, e il gioco è fatto! Ora basta tendere l’orecchio per sentire il classico rumore degli ascensori quando arrivano a destinazione e attivare il vostro amico detonatore. Il botto e le urla di agonia saranno un gradito premio al vostro sforzo! Piaciuta questa puntata bambini? Chissà settimana prossima cosa proporrà il nostro amico Antitesis! E ricordate: se la mamma dice che queste cose non si fanno, basta prendere un coltello da cucina e squarciarle il ventre! Buona notte piccolini e alla prossima puntata!
L’esplosione non ha distrutto il tunnel della seconda cabina. Risalgo arrampicandomi sui pali d’acciaio e apro le porte dell’ultimo piano a mani nude: Di fronte a me, un unico lungo corridoio la cui omogeneità e spezzata dalle macerie della cabina esplosa e dai corpi di cinque persone. L’aria è carica di polvere e puzza di carne bruciata. Riesco a stento a scorgere una grande porta a circa 30 metri a est dalla mia posizione. Dall’altro lato un muro senza finestre, come il resto del corridoio d’ altronde. Sorrido vittorioso e mi incammino sicuro verso la porta, quando l’impatto di una pietra lanciata da qualcuno mi suggerisce che il posto giusto per la mia 44 non è tra le mie mani. Estraggo il coltello tendo l’orecchio, pronto a percepire ogni piccolo rumore… nulla! Mi tengo basso e aspetto che la polvere ceda alla gravità e, dopo qualche minuto, la mia attesa viene premiata. A 18 m da me c’è un uomo, è alto circa 2m, completamente calvo, 2 lunghi baffi color nocciola sovrastano piccole labbra sorridenti, ha la corporatura di un peso massimo e veste come un dannato pinguino. Mi guarda con degli occhi freddi, piccoli, glaciali, penetranti, vuoti… uno squalo che guarda la sua preda. Mi parla in inglese, per comodità vi traduco il discorso in italiano:
“ Siete riuscito ad arrivare fin qui, mr.?”
“ Vuoi farti scrivere il nome del tuo assassino sulla lapide” rispondo ostentando una falsa sicurezza
“ No, ma mi incuriosisce sapere il nome della persona che è riuscita ad arrivare fin qua facendosi strada tra i cadaveri dei miei uomini”
Ci guardiamo per alcuni attimi interminabili, nessuno dei due distoglie lo sguardo, nessuno dei due muove un muscolo, non riesco neanche a capire se stiamo respirando o meno.
“ Antitesis”
“ Bene mr. Antitesis, lei può chiamarmi Tom e sarò lieto di essere l’ultimo ostacolo tra lei e il suo obbiettivo”
“ Mph!” Rispondo” Da uno come lei mi aspettavo un nomignolo, tipo testa pelata o armadio a muro”
“ Mi dispiace signor Antitesis…” dice lui inasprendo le consonanti del mio nome “… Ma questo succede solo nei fumetti e nei film”
“ Touche” rispondo io sorridendo
“ E ora, se abbiamo finito questa assurda discussione sui nomi, vorrei scusarmi con lei per la mia brusca presentazione…” dice lui indicando la pietra “ Ma ho visto il suo stile attraverso le telecamere di sorveglianza ed è un vero peccato sprecare un così piacevole incontro con delle vili armi da fuoco!”. Questo qui ha perso qualche rotella
“ La sfido ad un duello corpo a corpo…” continua lui “ …Senza utilizzo di armi: una lotta da veri guerrieri, la forza dell’uno contro le abilità dell’altro”
Mi guarda con aria di sfida, si nota che freme nell’attesa della lotta; ci penso un attimo poi butto il coltello: sono uscito da situazioni peggiori e poi è troppo grosso per eguagliare la mia velocità… prego che sia così
“ Bene…” dice lui sorridendo “… Da tanto aspetto un’occasione come questa… Cominciamo”
Con un poderoso balzo raggiunge la mia posizione e sferra il primo colpo; a giudicare dalla forza dell’impatto e dalla velocità del colpo deduco di aver fatto una cazzata. Comincia a sferrare colpi poderosi, mi sembra di essere finito sotto un martello pneumatico. Cerco di rispondere ai suoi colpi, cerco di utilizzare leve e prese, ma è tutto inutile: è più forte, è più veloce, è più abile. Dopo poco sento il sapore del sangue in bocca, le forze mi stanno abbandonando, riesco solo ad evitare che mi colpisca in punti vitali e sfuggo alle sue prese per non farmi spezzare le ossa… ma sta vincendo, è solo questione di tempo! Questa situazione mi ricorda una volta che John, mi stava insegnando a fare a pugni. Io ero fisicamente più forte di lui e l’avevo bloccato con una presa alla spalla; mi ricordo che lui mi disse “ Sei più forte, sei più veloce, ma hai sempre un punto debole…”. Ed era vero, come è dannatamente vero in questo momento. ‘Sto tizio sarà anche un miscuglio tra Terminator e Rocky, ma ha un piccolo difetto: è un maschio. Aspetto che sferri un pugno e lo prendo in pieno volto, ma sfrutto la forza che porta la mia nuca verso il basso per sferrare un calcio con tutte le forze che ho in corpo. Funzione, gli ho fatto arrivare i coglioni in gola, a quel bastardo, mi fiondo sul suo corpo piegato e inizio a colpire tutti i punti di pressione che conosco, a usare qualsiasi leva e qualsiasi presa che possa indebolire le sue ossa, infiammare i suoi legamenti e farlo urlare di dolore. Il bastardo cerca di difendersi, ma, dopo qualche colpo, il dolore è troppo forte persino per lui… ho vinto. Potete dire quello che volete: è stato un colpo sleale, non saresti sopravvissuto senza imbrogliare, ero fottuto; potete dire quello che cazzo volete… ma ho vinto. Riprendo la mia 44 e il mio coltello e piazzo una pallottola nel cranio svenuto di Tom, dopodiché asciugo il sangue dal mio viso e sfondo la porta con un calcio: la stanza è piena di computer iper-tecnologici e di schermi giganti, una vetrata di vetri a specchio affaccia sulle strade della Grande Mela e un omino ridicolo si nasconde dietro una console stringendo nella mano tremante una misera 9mm. Chiude gli occhi e spara un colpo rompendo uno dei costosissimi schermi… che peccato! Un proiettile della mia amata raggiunge la sua mano armata spappolandogliela. Mi avvicino a lui, sembra un tizio uscito da un fumetto di sfigati: capelli lunghi, due fondi di bottiglia come occhiali, pancia da chi sta seduto tutto il giorno a spararsi le seghe sulla nuova storia di Wonder Woman, è quasi impensabile che questo fallito abbia costruito un impero di questa portata.
Balbettando mi dice “ T-ti prego non uccidermi… n-non ho f-fatto niente di m-male”
“ Hai fottuto lo stronzo sbagliato ragazzino, ti sei spinto troppo in là col tuo piccolo naso e hai voluto fare il furbo: hai visto che un tizio aveva creato un sistema operativo che poteva rendere Bill Gates il tuo sturacessi personale e ti sei detto – Cazzo questa è l’occasione della mia vita!- peccato che a stare tanto tempo sui computer ti sei fottuto l’istinto”
“ M-ma, m-ma i-io…” dice lui continuando
“ Ma io un cazzo, fratello!” Gli rispondo “ Non hai ancora capito che sei carne per i vermi. Secondo te ci provo gusto ad essermi fatto 10 fottute ore di aereo per venire a fottere il tuo insignificante culo? Per me non vuol dire nulla prendere la tua vita, sei meno che merda…”
“ P-posso pagarti!” dice lui interrompendomi “ Il triplo o il quadr…”
Gli tappo la bocca con un pugno
“ Questa è una questione di amicizia ragazzino!” dico io pulendomi levandomi pezzi di denti dalla mano
“ Tu hai fottuto Tk e lui non piace esser fottuto!”
Inizia a strisciare piangendo e mi abbraccia le caviglie
“ Di conseguenza ti devo dare una lezione” scivolo via dal suo abbraccio e mi allontano verso la porta
“ Chi fotte la persona sbagliata non è un furbo, ma è semplicemente carne morte” punto la 44 e armo il cane, mentre il tizio piange e continua a balbettare qualcosa
“ Ci vediamo al pub!”
Bang

R. M. Buffardi

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~ di the Marius su luglio 19, 2007.

2 Risposte to “Antitesis”

  1. Tom parla dei “suoi uomini”, quindi si presume che sia il capo. Se la supposizione è giusta, quanto durerebbe un gruppo di gorilla addestrati a fare i cani da guardia con a capo uno psicopatico maniaco assetato di sangue, desideroso di battersi a mani nude? Io a occhio e croce direi poco…
    Inoltre Antitesis si dimostra molto poco professionale parlando con la vittima designata e facendo pure il nome del mandante, specie in una stanza piena zeppa di tecnologia avanzata che potrebbe anche nascondere sistemi di ricezione audio.

  2. Carissimo angelo, susa se t rispondo solo ora, ma sono stato un pò impegnato. Mi trovo d’accordo con te quando dici che nalyd è poco professionale, ma dopo aver disseminato una scia di morte dietro se si può essere un pò distratti!!!! E poi con quel carico di stress addosso, voleva giocare un pò al gatto col topo. Per l’altra critica, non è raro che vi siano dei gruppi mercenari guidati da fanatici sanguinari drogati dalla guerra!!!! Effetivamente io nn li avrei presi come guardie, ma un tizio che viveva davanti ad un computer come la nostra vittima, vedendo montagne di muscoli e faccie da forca si sarà convinto ad assumerli!!! Grazie sempe di tutto e al prossimo capitolo

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