ANTITESIS

di R.M. Buffardi 

IX

I miei amici? Nessuno di loro vale per me più di una singola pallottola della mia 44. La mia donna? Non è la mia donna. Ci divertiamo, ci sto bene insieme, facciamo l’amore, ma non è la mia donna. Non posso rischiare di averla vicino, non posso dirle io chi sono. Posso già immaginare il discorso…
“Ciao cara, vado al lavoro! Non aspettarmi alzata: devo ammazzare un tizio che ha rotto il cazzo alla persona sbagliata!”
No, sarebbe assurdo anche per me. E poi non mi fido di lei. Non potrei mai dirle chi sono veramente, sarebbe capace di pugnalarmi alle spalle in ogni momento… e non vorrei essere costretto a farla fuori. Nei fumetti i super-eroi non rivelano le loro identità per proteggere le persone amate. Cazzate, la mia identità è segreta solo per rendermi la vita più semplice. Ma vedo che non siete interessati per un cazzo a quello che vi dico… ah già, eravate rimasti a quella e-mail di qualche notte fa. Scommetto che siete curiosi! Per ora sappiate solo che dopo averla letta ho fatto una telefonata di circa trenta minuti ed ho ricevuto un’altra e-mail; dopodiché ho telefonato l’aeroporto ed ho acquistato un biglietto aereo per N.Y. Sono arrivato stamattina e nella stanza dell’albergo ho trovato il mio equipaggiamento già pronto nell’armadio: il mio mandante ha organizzando tutto, pagando abbastanza da ottenere riservatezza e silenzio. Passo la giornata a fare un po’ di squallido turismo. Giro per musei e per la città in generale e… sapete cosa vi dico? N.Y. è proprio come l’immaginate: viene il torcicollo a guardare i grattacieli, vedi gente strana in giro, ci sono persone con le scarpe da ginnastica anche se vestono in giacca e cravatta. Rientro in stanza verso le 18:30, dormo per circa un’ora, poi prendo quello che mi serve ed esco dalle scale antincendio – senza farmi notare, naturalmente. Il mio bersaglio, stavolta, si trova in un palazzo di sua proprietà, sorvegliato ventiquattrore su ventiquattro da guardie e telecamere a circuito chiuso. Non sarà facile, non sarà pulito… molte persone moriranno oggi e a me tocca fare l’angelo della morte. Preparo tutto come da manuale. Fortunatamente l’appartamento al primo piano del palazzo di fronte alla struttura nemica era abbandonato. Non c’è neanche stato bisogno di rompere la serratura: era aperta. Il palazzo di fronte, il mio campo di battaglia, conta sedici piani, un’unica entrata frontale, due guardie all’ingresso e due telecamere di sicurezza. Non è possibile entrare senza farsi notare. Mancano pochi secondi all’inizio… devo calmarmi, devo essere pronto. L’orologio cammina inesorabile, un ultimo respiro a pieni polmoni e… ci siamo: tre esplosioni a circa trecento metri di distanza l’una dall’altra e a due isolati dalla mia posizione attuale. Ho posizionato le bombe in posti poco frequentati, le testate sono di scarsa potenza, ma fanno molto fumo… al massimo ci sarà qualche ferito, o almeno spero. Aspetto circa 15 minuti, il tempo che serve per svuotare la mia zona dai passanti e da eventuali sbirri. Stringo le due 44 che ho nelle fondine sotto il giubbotto mentre guardo la porta del mio inferno dalla finestra. Mi sento dannatamente ganzo per quello che sto per fare: balzo dalla finestra. Estraggo. Sparo. Atterro. E i due tizi di guardia sono morti senza neanche capire cosa li abbia uccisi. Mi avvicino all’ingresso. Ho paura, ma penso che sia normale avere paura: probabilmente anche Dio avrebbe paura di entrare qua dentro! Sarò solo contro decine di individui armati e ben addestrati: sarà davvero difficile portare il culo a casa. Sparo alle telecamere, sparo alla porta di vetro, trattengo il fiato mentre calpesto vetro rotto con lo stivale. Non si torna più indietro. Comincia lo show!

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~ di Charlie Brown 666 su maggio 29, 2007.

6 Risposte to “ANTITESIS”

  1. Ok, Antitesis ha decisamente manie suicide.
    La serratura della porta dell’appartamento abbandonato è rotta, quindi chiunque può entrare. Anche dopo di lui, mentre è ancora dentro. Davvero un posto geniale per aspettare.
    Tre esplosioni a basso potenziale a due isolati di distanza? Con il traffico e il casino di NY chi le sente? A due isolati di distanza io continuo a farmi i cavoli miei.
    Quante munizioni sta trasportando?! No, perchè sta entrando in una dannatissima trappola di 16 piani senza nemmeno poter sapere di preciso dove si trovi la vittima designata… A meno che non voglia proprio farsi ammazzare è carico come un mulo, il che significa anche meno agile, ergo si farà ammazzare…
    Cattiva? No, io non sono cattiva, mi disegnano così 😀

  2. Ahahahahah!
    magari potresti avere una paerte in NERDS, se acceti di farti disegnare ;-P

  3. Caro angelo, ecco la mia umile risposta alle tue precisazioni: niente da dire sulla questione dell’appartamento, a Nalyd piace rischiare. Per quanto riguarda l’esplosioni, di questi tempi in America si è un pò paranoici quindi, nonostante la distanza( che non è così enorme) la gente comunque si preoccuperebbe. Infine, per quanto riguarda le munizioni, le guardie del palazzo sono armate e non credo che a dei cadaveri dispiaccia se gli si ruba un arma da fuoco!!!! Cmq che Nalyd sia un megalomane con tendenze suicide è assodato x certo!!!! Ti ringrazio dei tuoi sempre + agguerriti commenti. A risentirci a presto

  4. @l Capo, se vuoi disegnarmi nella parte della precisina rompic—o ci sarebbe ben poco di caricaturale-umoristico: sono davvero così. Comunque fa’ pure, sono curiosa.

    @ Buffardi, è vero che dopo l’undici settembre sono tutti coi nervi tipo corde di violino, per cui le opzioni sono due: o continuo a farmi i cavoletti di bruxelles miei oppure chiudo l’intero quartiere e controllo ogni mosca che passa, ERGO Antitesis passa dalla padella alla brace, non solo i gorilla ma anche le pantere ;-P

  5. perchè non ha semplicemente messo le bombe nelle fondamenta del palazzo del tipo che doveva uccidere? Poi anche se non crollava il palazzo uscivano tutti impauriti e lui uccideva il tipo con un fucile da cecchino… Sarebbe stato più figo

  6. @GokuSsj4: hai ragione, sarebbe stato + semplice, ma Nalyd ama sfidarsi, e se non è una sfida questa… grazie del commento e di continuare a seguirmi

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