Novembre – Heavy Metal MADE IN ITALY

Un accendino che rilascia note invece di gas per attivare la propria fiamma ha bruciato tutte le idee che avevo sostituendole con parole, musica, poesia, urla strazianti e canti tristi da pagliacci col broncio. Mi è bastato rendermi conto che stavo effettivamente ascoltando “Materia” dei Novembre per ritrovarmi stampate cinque immaginarie dita sulla guancia sinistra: lo dico da tanto, non l’ho ancora fatto. Sulle prime note di “Nothijngrad”, dico che è arrivato il momento.

Sometimes the night brings memories
Sometimes the night brings feelings you thought they had died
In some dusty, forgotten, lost hall of your mind
Yes, sometimes the night…

I Novembre non sono semplicemente un gruppo metal italiano: sono il gruppo metal italiano. Parlerò da fan accanito, ma vi posso assicurare che di dischi ne ho ascoltati, e che ho avuto modo di farmi una mia opinione generale sulla scena metal italiana per giustificare quello che dico. Molto spesso si identifica lo zoccolo duro della musica italiana con band quali Lacuna Coil e Rhapsody (uh, pardon: Rhapsody of fire) semplicemente perché sono quelle che hanno più successo all’estero. Anche i Novembre hanno un discreto successo, tale però da portarli a fare da supporter ai My Dying Bride nel loro ultimo tour inglese o ai Katatonia nel loro tour europeo, e non da fare show sold out in Nord America e Canada come i Rhapsody of fire o a partecipare all’OzzFest come i Lacuna Coil. Non sono qui per affermare che i gruppi sopraccitati, assieme alla vecchia guardia del metallo italiano composta da Strana Officina, Vanadium, Vision Divine, Domine, Infernal Poetry e quant’altri non siano degni di nota. Ma voglio parlare nello specifico di metal italiano. E per come la vedo molti gruppi italiani hanno poco per dirsi tali. Magari la Strana Officina, ma li ho sempre visti più legati al prog della tradizione che all’heavy metal. Oppure i Vanadium, ma più per la controversa personalità di Pino Scotto (l’Ozzy Osbourne nostrano) che per il loro metal sì piacevole, ma di ispirazione straniera. Come di ispirazione straniera vedo i Lacuna Coil (perché ogni volta che li guardo penso all’Olanda?) o gli stessi Rhapsody of fire, figli di Rising Force, Helloween e Stratovarius.
Cosa abbiamo per dirli italiani, a parte la loro provenienza anagrafica?
Molto, molto poco.
Passiamo ora ai Novembre. Ecco, io credo che potremmo contraddistinguere la musica dei Novembre come heavy metal italiano. Non pensate ad Opeth e Katatonia. Piuttosto, ascoltate “Materia”, loro ultimo lavoro, che ha visto la luce lo scorso anno: con questo album i tre ragazzi di Roma sono giunti ad un livello di maturazione incredibile. Una band bollata con l’adesivo melodic-death metal che rinuncia quasi completamente al growl fa una scelta importante. Soprattutto se consideriamo che due dei quattro brani in cui è presente la caratteristica voce death (“Croma” e “Nothijngrad”) risalgono al 2001, periodo di lavorazione di uno dei loro capolavori, “Novembrine Waltz”. Inoltre, un’altra scelta controversa riguarda il largo uso dell’italiano nei testi – testi intrisi di melanconia da giornata di pioggia, da pomeriggio novembrino passato a vedere le gocce di pioggia cadere, a domandarsi un solo perché. Carmelo Orlando ha più volte affermato che scrive i testi una settimana prima di entrare in sala, di getto, ascoltando la musica, perché sa che ogni nota che ha scritto ha una sua parola. A lui non resta che scriverla, italiana o inglese che sia: è la musica che detta, lui si limita a scrivere. Tutto questo sa di tematica stilnovista, sa di trascendentale, sa di magico, di poetico, di artistico.
È questo il sapore d’Italia: perché l’Italia sa di arte, sa di poesia.
E quando si ascolta una canzone dei Novembre si è testimoni del miracolo: come parole e musica diventano arte. Significa che quella musica e quelle parole ti trapanano il cuore e ti montano un bypass permanente che fa andare il battito a tremila appena si ascoltano quelle note, quelle parole. Note che fanno respirare profondo, parole che si richiudono in una ampolla assieme alle sensazioni che portano per permetterci di attingerne a nostro piacimento…
E ditemi voi se questa non è magia.
C’è una frase di una loro canzone (“Child of the Twilight”, da “Novembrine Waltz”) che credo non avrebbe sfigurato in una raccolta di un poeta ermetico. Racchiude mille significati, la riconduci a mille e mille situazioni diverse, e noti che non è mai fuori luogo. È come la loro musica…

È come impazzire… in un mare… dorato…

E ditemi voi se questa non è magia.

Charlie Brown 666

Annunci

~ di Charlie Brown 666 su febbraio 26, 2007.

11 Risposte to “Novembre – Heavy Metal MADE IN ITALY”

  1. Benvenuti nel mondo di Charlie Brown 666! 🙂

  2. Non li conosco ma provvederò al più presto…inoltre secondo me i Lacuna Coil fanno proprio cagare…sono davvero ridicoli anche nei video oltre ad essere una band sopravvalutata da sempre…;)

  3. che sono sopravvalutati è dannatamente vero… però cristina è bona ed anche il batterista è bravo. per il resto, pollice in giù! 😉

  4. Ma la cantante dei Lacuna Coil è Cristina D’Avena?!?

  5. che trip… cristina d’avena coi lacuna coil… :O

  6. nn credo che i lacuna coil facciano del tutto cagare a me nn dispiacciono affatto.
    @Charlie Brown 666: potresti suggerrirmi qualke canzone dei Novembre così scarico e ti faccio sapere

  7. l’opera dei novembre necessiterebbe di un ascolto integrale, caro trespolo… comunque comincia con child of the twilight, con cloudbusting (splendida canzone di kate bush, alla voce la ex cantante dei the 3rd and the mortal), con verne, con geppetto, con nothijngrad, con conservatory resonance… poi ne riparliamo. per gli album, su tutti novembrine waltz e materia.

  8. I novembre li ho conosciuti da pochissimo con “novembrine waltz” e’ sto cominciando ad adorarli…nn sono al livello dei mitici opeth pero’ ci si avvicinano molto!
    Grande il batterista!

  9. giuseppe orlando è anche uno dei produttori più apprezzati dell’underground metal italiano… li ho visti dal vivo venerdì a roma, stavo sotto gli ampli ed i suoi colpi di cassa mi facevano tremare le gambe! 🙂

  10. comunque una strana regina non è un pezzo della strana officina..ma dei “biglietto per l’inferno” gruppo progressive rock italiano degli anni ’70…prova ad ascoltare l’antologia “una vita per il rock” o il nuovo cd “the faith” e sentirai il più grande gruppo heavy metal italiano all’azione! ossequi

  11. rettifico l’errore: nn ricordavo d’averlo scritto, ma – che dobbiamo fare – di fake su emule ce ne sono a vagoni! cmq il pezzo si chiama “un amico suicida”, è dall’album omonimo dei biglietto per l’inferno (gruppo che, fra l’altro, apprezzo moltissimo).

    grazie per avermi segnalato l’errore 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: