ANTITESIS

di R. M. Buffardi

Questo racconto nasce direttamente dalla follia che sta alla base della vita dell’autore, quindi ogni riferimento a fatti o persone reali è puramente casuale.

Il racconto contiene la descrizione di scene cruente, violente e sanguinose, in più, saranno affrontati argomenti, anche di estrema attualità, che potrebbero urtare la sensibilità dei più. Quindi, se vi ritenete appartenere a questa categoria, andate dalla mamma a farvi consigliare qualcosa di meno BLASFEMO, maledetti STRONZI (nota propedeutica a cura dell’autore).

 

 

 

I

 

Alle volte mi chiedo se sono l’unico a notare quanto le cose vadano di merda! Girando per strada, ormai, incontro solo sguardi spenti e neutri; ma non sto parlando di gente depressa e comune che non fa che tirare avanti… sto parlando di persone che hanno accettato la banalità come bellezza: basti guardare la televisione o andare al cinema, per vedere come viene proposta e riproposta la stessa tematica, lo stesso programma o la stessa cazzata con parole differenti. Certo ci sono delle piacevoli eccezioni: per esempio, poco tempo fa, coloro che ne sono capaci, hanno potuto godere della splendida pellicola di Sin City, tratta dall’omonima opera a fumetti del divino Frank Miller. Cazzo se ne è valsa la pena di spendere i soldi per il biglietto. Forse c’ è stato qualcos’ altro di gradevole, ma non me ne ricordo ora; che diavolo pretendete, che mi ricordi ogni fottuta stronzata che ho visto in quest’ultimo periodo?!? Ogni giorno mi vedo circondato da persone che hanno perso la voglia di cercare: sembra che persino fare zapping per vedere se c’è qualcosa che valga la pena di seguire richieda uno sforzo troppo grande per l’energie mentali della gente; quindi la prima cosa che si incontra, sul primo canale in cui ci si ferma, attira l’attenzione e ci trasforma in amebe atte a vegetare davanti a quell’ipnotico miscuglio di luci, colori, suoni e nulla. Oh dio, se esisti ti sei davvero scordato di noi… sono d’accordo col concetto di fede (non che io creda, intendiamoci), per il quale bisogna credere senza aspettarsi manifestazione alcuna di miracoli o roba simile, ma per permettere tutto ciò, il buon signore deve avere davvero una gran pazienza. Ah, come al solito sto divagando, non riesco proprio a stare concentrato, ma qui fa davvero freddo: sono le quattro del mattino del tre gennaio e sono fermo sul tetto di questo fottuto palazzo da circa sei ore… devo avere due blocchi di ghiaccio al posto delle chiappe. Non mangio niente da stamattina, i muscoli iniziano a far male… beh, hanno tutte le ragioni del mondo! Da quando sono arrivato sto fermo nella stessa posizione, ogni ora sgranchisco un po’ le gambe, anche se questo non mi da alcun sollievo; inoltre il freddo mi è penetrato fin nelle ossa, gelando nel passaggio anche il mio sangue. Mi sento come trafitto da mille coltelli. Dovrò ringraziare Tk per questo dannato lavoro. Mah, pensandoci bene, a parte il dolore, non è così spiacevole restare qui. La città a quest’ora è vuota e sembra quasi bella liberata dalla massa di persone che la infestano tutto il giorno. Dovreste vederla verso l’ora di punta! Sembra un formicaio di gente e di veicoli che si muovono disordinatamente in ogni direzione e verso. Corpi, di carne o di acciaio, si ammassano, si urtano, si spingono, litigano, si insultano e, a volte, tacciono camminando a testa bassa verso qualcosa di ignoto, senza sapere perché ci vadano. Un vero e proprio inno all’entropia! C’è quasi una sensazione di sollievo che domina la zona, ora. Una sorta di piacevole purgatorio, un perfetto silenzio interrotto solo dal mio rumoroso pensare. La notte mi invita a prender parte al suo gioco e, per un attimo, ammutolisco il mio pensiero, come sotto effetto di una droga, chiedendo scusa a voi, mia platea… Ma ora basta! Sono qui per uno scopo preciso e, per quanto la notte sia puttana e lusinghiera, non posso ancora cedere al suo sguardo languido. Quasi mi dispiace. Già provo nostalgia per quella sensazione di pace. Non è mai bello dover tornare alla realtà, soprattutto se la realtà che ti circonda è come la mia in questo momento: una realtà di tensione, una realtà di paura, una realtà fatta di nanosecondi e millimetri, un realtà in cui se sbagli muori. Un rumore dalla strada sottostante mi richiama all’attenzione. Eccolo lì, il mio bersaglio. Esce dal portico del palazzo di fronte accerchiato da quattro gorilla grandi e grossi, e io ringrazio me stesso per aver scelto un appostamento così distante da quei poderosi bicipiti. Un colpo… uno solo da circa sessanta metri di distanza, non sarà poi così difficile… Trattengo il respiro, imbraccio il fucile di precisione e, con calma, prendo la mira. Guardo il volto del mio bersaglio dal piccolo mirino montato sul fucile. Non uso mai puntatori laser: se il bersaglio si accorgesse di quella irritante lucina rossa sarei fottuto e poi i gorilla si accorgerebbero della mia presenza. Mai lasciare tracce, mai essere qualcosa di più di un sospetto, mai, per quanto è possibile, uccidere qualcuno diverso dal bersaglio e, soprattutto, amici miei, mai sbagliare il primo colpo; se non ci riesci al primo hai buone probabilità di finire cadavere o, ancor peggio, galeotto in una magnifica cella delle patrie galere. La figura nel mio mirino appartiene ad un uomo sulla trentina, capelli castani portati lunghi sul collo, lenti scure nonostante l’ora tarda, ad occhio e croce, potrebbe sfamare la popolazione del Burundi per un mese, dando in beneficenza i gioielli e i vestiti che indossa. Temporeggio! La mira deve essere perfetta e ho poche occasioni di agganciare il bersaglio prima che raggiunga la Mercedes parcheggiata a pochi metri da lui. Scelgo un punto della strada a metà tra la posizione attuale del bersaglio e la macchina; pochi secondi per calcolare a che altezza devo puntare per colpirlo in testa quando sarà lì. Smetto completamente di respirare, cerco di calmare il battito cardiaco e incomincio a fare pressione sul grilletto. L’ occhio destro guarda nel mirino, ma è chiuso; il sinistro segue ogni movimento della mia preda… ancora no, ancora qualche secondo. Ma noto perplessità sui vostri volti e ci sono anche alcuni di voi che non ho mai visto! Oddiocristo, sono già passati sei mesi. Chiedo scusa, ma con tutto ciò che avevo da fare, mi sono dimenticato le buone maniere. Ho diverse identità a seconda delle situazioni: gli “ amici”, per quanto possano essere chiamati tali, mi chiamano Nalyd, per via del mio nickname, che non è altro che il nome storpiato di un famoso personaggio dei fumetti; il mio vero nome non importa, nessuno mi chiama così; infine c’ è il nome per chi mi assolda: Antitesis. Sono un sicario.

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~ di Montblanc su gennaio 14, 2007.

28 Risposte to “ANTITESIS”

  1. Bè R.M. Buffardi vorrei iniziare a commentare questo racconto dal titolo. lo hai chiamato Antitesis, potresti averlo chiamto così solo perkè è la prima cosa ke ti sia venuta in mente e ti è piaciuta; ma se ha un senso la scelta di questo titolo vorrei sapere quale opposizione(ke credo sia la giusta traduzione per antitesis,in caso correggimi,-faccio il classico quindi credo di non sbagliarmi-) ; da dove nasce quest’opposizione. per il resto posso dirti ke non posso non condividere su quello ke dici nella prima parte, e complimenti per le descrizioni dark e underground del testo. E ultima cosa mi piacerebbe sapere se il sicario in questione lo hai concepito nel senso che abbia un mandante. Se non ho scritto troppe stronzate, risp e continua cosi!

  2. Salve! Innanzitutto ti ringrazio! Sei il primo a commentare il mio racconto e sono felicissimo che il tuo giudizio sia stato positio!!! Cmq, per rispondere alle tue domande, il nome Antitesis è un nome scelto proprio per il significato che dici: nei prossimi capitoli, si vedrà la netta opposizione tra il pensiero del personaggio e il suo mestiere. Per la questione” Mandante” ti anticipo solo che non è uno solo. Continua a leggermi, se ne vedranno delle belle e se hai altri dubbi, non esitare a contattarmi. Grazie ancora e buona lettura

  3. Aspetterò tue notizie

  4. Massi mi piace molto! Il filosofare di Nalyd sulle cose che lo circondano..il suo osservare e non guardare..bello bello..mmm..chissà se il suo mestiere sia anche un modo di sfogare rabbia per un qualcosa, attraverso la sua grande abilità nello sparare. Boooooooooo poi ne parliamo da vicino!!!..e muoviti a continuare!

  5. ciao massi sono mario cmq complimenti per il racconto nn vedo l’ora di leggere i prossimi capitoli.per qnt riguarda qst mi e piaciuta un casino la seconda parte del racconto continua cosi sei un grande.ah scusa ankora x averti tolto quei soldi sabat a poker ciao bello

  6. Ragazzi non so come ringraziarvi( tranne per i soldi a poker)!!!!! Sono davvero commosso!!!!!!!! Cmq lavorerò per voi e per tutti coloro che continueranno a seguirmi. Vi prometto che ci metterò l’ anima!

  7. Massi qst storia è stupenda, sei stato bravissimo nel modificarla è molto meglio della prima stesura.
    Mi raccomando continua presto anke se sei staYo bloccato x cause di forza maggiore=pc scassato
    Ricordari che sono la tua prima fan
    Un bacio…….

  8. Ha quindi nn solo sai scrivere ma senti anke i system of down…ma nn montarti la testa cmq se mi dici il titolo dell’album sarò felice di seguire il tuo consiglio

  9. l’album è omonimo… si chiama proprio “system of a down” 🙂

  10. Massi tua sorella mi ha appena fracassato i cosiddetti obbligandomi a leggere ‘sto racconto, ma devo dire che ha fatto bene.
    Mi piace lo stile, mi intriga l’incipit… insomma, sono curioso di conoscere gli sviluppi della storia.
    Continua così, ché non sei niente male!

  11. Grazzie mille Gianluca! Cercherò di non deluderti

  12. Bèèè non hanno molta fantasia questi system of down

  13. ciau massi con me ci siamo quasi tutti 🙂 grande racconto attendo con trepidazione il prossimo capitolo del racconto attendiamo i risvolti ;D a presto!!!!

  14. Il turpiloquio è banale, forse su qualche virgola e su qualche congiuntivo si poò discutere, tuttavia c’è atmosfera, le descrizioni sono proprio belle e questo inizio crea delle aspettative. Facci leggere il resto. Con affetto, zia A.

  15. complimenti davvero!è bello sapere che ci sono ragazzi che hanno la capacità di far tutto questo,c’è tanta voglia di fare e tu hai tanta fantasia nella costuzione della trama ma allo stesso tempo unisci considerazioni così reali e concrete,semplici me estremamente veritiere……alla proxx

  16. Lo sai qual’è il colmo per un sicario?
    Avere un essere un pò cubano e un pò toscano!
    ghghghghgh!
    Che strunze!

  17. Oddio Themarius stai scadendo…!!!

  18. Da consumarsi preferibilmente entro il
    25/04/2017

  19. ole zio! riesci a sorprendermi!
    una mente cosi bruciata dall’alcol e dai miei fumi(hhihihihi) e riuscita a scagliare con tanta potenza il suo penziero (molto vago cmq) sulla vita di merda che facciamo e che dobbiamo affrontare
    (si nu bbucchin) ma sappi che anche se la vita e una cacchina
    e le persone rompono i cogli-1 (leggi in inglese) ricordati che li persi nella giungla ci sono gli AMICI! ormai e una razza in via di estinzione almeni quelli che ti amano a prescindere da chi sei ma amando semplicemente la persona
    Nalydsofia( cioe un orso bastardo molto tenerone).
    vabbe cmq ho divagato molto…ciao ciao se mi cerchi batti!

  20. dimenticavo ricordati che in un chilometro ci sono sempre
    MIIIIIIIIIIIIIIIILLE MEEEEEEEEEEEEEEEEETRIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

  21. Emilio sei splendido!!! Cmq ringrazio tutti dei numerosi commenti, dei complimenti e delle critiche. Sono molto contento che Antitesis stia piacendo e ci avviciniamo pian piano al secondo capitolo!!! Ringrazio ancora tutti coloro che mi seguono e sostengono.

  22. Jelacc i ke mostr ke si ;)…..brav continua cosi……ke cap ke tien!!!!Auguri….

  23. ECCOMIIIIIIIIIIIIIIIIIII alla fine di una rottura di palle incredibile da parte tua sono venito a leggere la tua storia e cazzo devo ammetterlo sono arrivato quasi alla fine prima di addormentari continua così M.R.buffardi
    P.S. ma alla fine a quello lo spara è si fotte il mercedes?!?

  24. Finalmente ti sei deciso a dedicarmi 2 minuti della tua vita luciano. Cmq ti ringrazio del commento e sono contento di fare effetto valium… potrebbe sempre essere utile. Cmq le tue curiosità, e quelle di eventuali lettori, saranno soddisfatte a breve, diciamo entro domenica!!! Grazie ancora

  25. veramente intrigante il tuo racconto, sappi che non mi perderò le altre puntate. complimenti sei mitico

  26. Due considerazioni personali:
    Un vero cecchino professionista non mira praticamente mai alla testa, bersaglio troppo piccolo e mobile. Dato che un sicario è un professionista pagato a cadavere ottenuto, deve essere sicuro al 100% di centrare il bersaglio, quindi mira al corpo (e nemmeno necessariamente al cuore, dipende dai proiettili).
    Il tuo protagonista sembra quasi soffrire di personalità multiple. Sarà che serve una persona pazza per riconoscerne un’altra, ma passa dall’introspezione e riflessioni socio-filosofiche al turpiloquio e alla blasfemia. Sindrome di Tourette? ;P

  27. Ciao Angelo Acrobata. Guarda, probabilmente hai ragione per quanto riguarda il bersaglio da colpire, ma stiamo parlando di un tipo molto legato alla sfida con se stesso e se c’è qualcosa di più complicato di colpire un bersaglio piccolo e in movimento da circa 60m (con le uniche variabili della grandezza e distanza del bersaglio)…! Per quanto riguarda la sua personalità: ho voluto creare un personaggio che tenga fede al nome che gli ho dato. Cmq, se vuoi chiarimenti o vuoi conoscere meglio la psiche contorta di Antitesis, continua a seguirmi, il personaggio è ben delineato e ho pensato a molte situazioni e scenari… purtroppo un capitolo non mi basta! Ti ringrazio del commento e spero riceverne altri

  28. non sono rimasta senza parole,sono rimasta a fissare lo schermo per buoni dieci minuti e tu sai che farmi stare zitta,e lasciarmi senza parole è davvero difficile ma tu non so perchè ci riesci sempre da anni con le sole parole e adesso anche con quello che scrivi!!!
    sinceramente nell’inizio ti sei dilungato troppo ma comunque consequi un effetto straniante niente male con l’attacco a sorpresa,le descrizione sono fotografiche sembra di stare al cinema…per cui sbrigati con il seguito perchè i film lasciati a metà li odio!!!

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