Video Animati
Correva l’anno 1979, il muro di Berlino era ancora in piedi ed i Pink Floyd narravano il processo di decadimento di una rockstar in un capolavoro discografico chiamato The Wall. Una delle novità legate ad uno dei più grandi dischi rock mai partoriti fu la realizzazione di un video per il singolo Another Brick in the Wall pt II. Nel video (ancora tecnicamente acerbo, c’è da dirlo) compaiono alcuni elementi in formato cartone animato. Innanzitutto, uno dei protagonisti del colorito interno del disco-muro, il teacher della canzone, che spreme i suoi studenti e, con passi di danza psicopatici, si muove davanti al muro con un bastone in mano. Poi, ovviamente, i mitici martelli formato esercito.
Gli anni passarono, il video musicale divenne sempre di più un’essenziale forma di pubblicizzazione di un artista – in particolar modo quando si parla di cantanti pop donne di cui bisogna guardare le tette piuttosto che ascoltare canzoni. Alcuni artisti, però, hanno giocato di più con quella che è diventata quasi una priorità – fare un video di ogni singolo che esce - e ne sono venuti fuori risultati spettacolari. Rimanendo in ambito di video animati (magari più in là analizzeremo meglio l’evoluzione del video in sè), i primi che mi vengono in mente sono gli inquietantissimi Paranoid Android dei Radiohead (diretto da Magnus Carlsson, ideatore della serie Robin di cui la band era grande ammiratrice) e Do the evolution dei Pearl Jam (a cui hanno lavorato Todd McFarlane, già autore di Freak on a leash dei Korn, e Kevin Altieri, disegnatore della serie animata di Batman). Basta guardarli: non cè bisogno di parole!
(Radiohead, Paranoid Android)
(Pearl Jam, Do the Evolution)
It’s evolution, baby!
Charlie Brown 666




Non vorrei dire, ma c’era una volta…
http://pippamentis.wordpress.com/2007/05/24/audiofumetti/
the Marius ha detto questo su Aprile 10, 2008 a 8:49 pm