Dell’Amore e di altri demoni

Gabriel Garcìa Marquez

“La lapide schizzò via in pezzi al primo colpo della zappa, e una chioma viva di un color rame intenso si sparse fuori dalla cripta. Il capomastro volle estrarla intera con l’aiuto dei suoi operai, e più la tiravano e più sembrava lunga e abbondante, finchè non uscirono gli ultimi capelli ancora attaccati a un cranio da ragazzina…..Dispiegata a terra, la chioma splendida era lunga ventidue metri e undici centimetri” Dalla Prefazione

L’avvenimento da cui prende spunto il romanzo viene presentato come esperienza vissuta,quindi veritiera, dall’autore.
Mi diverte Marquez perché si diverte a giocare con la razionalità del lettore.
Negli anni ‘40, quand’era giornalista, venne inviato in un antico convento, tomba per tre generazioni di vescovi e badesse, dove stanchi operai svuotavano le cripte. Da una di queste spuntò uno scheletro di bambina, un’enorme corda di capelli rossi ancora attaccati al teschio. Unico indizio un nome sulla lapide “Sierva Maria di Todos los Angeles”.

“Il capomastro mi spiegò senza stupore che i capelli umani crescevano di un centimetro al mese anche dopo la morte, e ventidue metri gli sembravano una buona media per duecento anni”.

Presentando per vera una situazione assurda ( i capelli non crescono assolutamente dopo la morte ), e riconducendo questa situazione ad un’antica leggenda di una bambina con lunghissimi capelli rossi, prese l’idea per parlare dell’amore.
Perché l’amore è un demone. Protagonisti di quest’amore, una bambina, un padre e un esorcista.

Sierva Maria è figlia di marchese, circondata da un universo vario e coloratissimo, è stata cresciuta dalle schiave importate dall’Africa, allevata secondo la religione animista ma consacrata al cristianesimo.
Il giorno del suo dodicesimo compleanno, al mercato coloniale, viene morsa da un cane randagio. Due giorni dopo lo stesso cane viene appeso ad un albero, l’animale è morto di rabbia.
Con questo episodio si apre il romanzo e si delineano personaggi indimenticabili.
Bernanda Cabrera, madre snaturata della marchesina, vorace mangiatrice di tavolette di cacao con un passato da amante avidissima.
Don Ygnacio de Alfaro Y Duenas, padre di Sierva Maria, uomo solitario e poco affettuoso, un enorme fobia per gli animali.
La storia principale s’intreccia con le vite dei coprotagonisti, passato e presente a dare un tono evocativo a tutto il racconto.
Si sospetta che la bambina abbia contratto il mal di rabbia. Il padre, riscoperto l’amore per la figlia, cerca di prevenirne la morte.
Tra continui equivoci, dopo salassi, sanguisughe, barbieri improvvisati medici e medici improvvisati stregoni, il marchese chiude la figlia in un convento per farla esorcizzare.
L’esorcista, Cayetano Delaura, esorcizza se stesso attraverso quella creatura indifesa.
Entrambi in quelle “sedute” aprono il cuore ad un demone ben più pericoloso del diavolo : l’amore.

Vi risparmio la splendida fine.

 

Demian

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~ di the Marius su febbraio 22, 2008.

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