Silent Hill Origins

Konami e Climax ci propongono un ritorno alle origini “inedite” della città fantasma, quest’autunno solo su Sony PSP.

In Silent Hill Origins vestiremo i panni di Travis Grady, un “normalissimo” camionista diretto a Brahms che decide di prendere una scorciatoia attraversando la città di Silent Hill. Avvicinandosi ai confini della città comincia ad avere dei flashback che gli riportano in mente un funerale: un bambino in particolare, immobile sulla soglia della tomba. Immediatamente dopo intravede una figura umana attraversare la strada tra la nebbia. Impaurito frena di scatto, ma quando scende dal camion la figura sembra essere sparita. All’improvviso, una bambina appare attraverso lo specchietto laterale, venendo verso di lui come per afferrarlo. Travis, dopo essersi voltato, non vede nulla, ma lo specchietto sembra persistere nel raccontare una verità celata: la bambina, infatti, continua ad avanzare. Il camionista si agita retrocedendo lentamente, quando una ragazzina, forse la stessa, compare proprio davanti al camion, in mezzo alla strada. Comincia a fuggire, invitando il malcapitato a seguirla. Senza pensarci due volte e non rendendosene nemmeno conto, il protagonista muove i primi passi in Silent Hill, da solo, fra la nebbia fitta che lascia intravedere a malapena il cartello “Welcome to Silent Hill”. Viene così condotto dinanzi ad un edificio in fiamme, e si rende conto che la nebbia in realtà era fumo. Un grido all’interno dell’edificio reclama aiuto, mentre una donna di mezza età, nascosta dietro le mura, comincia a fuggire inosservata. Il buon animo del camionista lo induce ad entrare a discapito della sua vita e a salvare la bambina, del tutto logorata dalle fiamme, che lo prega di lasciarla bruciare. Invece viene presa in braccio e condotta in salvo mentre al suo passaggio le fiamme si spegnevano liberando la via verso l’uscita. Il suono della sirena di un’ambulanza è l’ultima cosa che il nostro protagonista ricorda prima di accasciarsi al suolo per poi risvegliarsi il mattino dopo su una panchina di Silent Hill. Preoccupato per la sorte della piccola, dà un occhiata alla cartina della città per recarsi così all’interno dell’ospedale…

Questo è ciò che racconta l’introduzione di questo nuovo capitolo del famosissimo survival uscito lo scorso 26 Ottobre in Europa, prima ancora dell’Australia, degli USA e addirittura del Giappone, che potrà godere di questo piccolo gioiello solo dal 31 Dicembre.

Silent Hill è sicuramente uno tra i titoli più importanti della storia dei survival horror, se non di quella dei videogame in generale, secondo solo a Resident Evil e al classico Alone in the Dark. Nulla vieta che potrete rimanere affascinati di più dal tipico horror in stile giapponese, ed è proprio quello che è successo a me.

Silent Hill affascina perché cela i più temibili segreti, perché il modo in cui l’atmosfera riesce a stimolare la paura più intima è assolutamente perfetto, perché le ambientazioni dettagliatissime e il gioco intelligente tra luce e ombra sembra descrivere la realtà, perchè la colonna sonora da brivido di Akira Yamaoka è semplicemente adatta, perché gli effetti sonori penetrano nelle ossa, perché le creature demoniache che infestano la città sono sempre in agguato, perché è la voglia di scoprire la realtà ed uscirne vivi che spinge a continuare.

Silent Hill Origins non è un remake, è la storia della nascita della città fantasma raccontata in terza persona. Chi come me ha seguito la storia e raccolto informazioni da ogni capitolo di Silent Hill, non rimarrà stupito dai personaggi che si incontreranno col procedere della storia e dalle varie location. Vi sono solo alcune pecche: lo sfruttamento della telecamera è buono, ma migliorabile in alcuni casi; i personaggi potrebbero essere più dettagliati. Per il resto rimane un gioco davvero eccezionale, il gameplay è ottimo, i comandi intuitivi, le ambientazioni perfette, il sonoro da urlo e la trama sublime. Non mancano gli extra, come i costumi e le armi sbloccabili, tre differenti finali tra cui il ritorno del finale UFO! Se in Silent Hill 3 siete riusciti ad ottenere il costume da paladina della giustizia e la spada laser, allora sapete di certo che il finale UFO non è mai stato il massimo dell’ironia!

Una cosa che mi ha colpito fra le tante è che come in Resident Evil 4 (ci avete giocato tutti, vero?) ogni tanto capita di dover premere una combinazione di tasti per eseguire qualche azione come dimenarsi per allontanare la creatura che ci è saltata addosso, in modo da rendere il giocatore più partecipe delle vicende del protagonista. Non si può certo dire che sia il migliore capitolo di Silent Hill, ma vale davvero la pena giocarlo. I fan lo troveranno semplicemente perfetto e nulla vieta che scopriranno qualcosa in più rispetto a ciò che già sapevano; chi, invece, si avvicina con questo capitolo alla saga, ne sarà attirato da trovare sicuramente lo spunto necessario per procurarsi gli altri capitoli. Alla fine dei conti, un titolo da non lasciarsi sfuggire.


Silent Hill Origins, terzo trailer

Thunder Teaser

~ di Montblanc su Novembre 10, 2007.

6 Risposte to “Silent Hill Origins”

  1. Conoscevo un tizio che si rifiutava e probabilmente tuttora si rifiuta di giocarci, gli fa troppa paura (nonostante i suoi trentanni e passa). Sbaglio o in Silent Hill 2 c’è un giochino secondario con il quale puoi essere scegliere chi guidare tra le case abbandonate, lui o lei? Be’, qualunque fosse il numero del gioco, mi divertivo a far correre lei di qua e di là su quei suoi tacchi assurdi per poi sentirla ansare con il fiatone.
    Sì, sono sadica.

  2. Beh, le innumerevoli volte in cui Mary è morta mi hanno fatto gioire come un bambino… mi sa che qui i sadici sono due! Non ci posso far nulla, la odio!

  3. Ricordo ancora perfettamente l’unico enigma sul quale m’ero incagliata (anche se di nuovo non ricordo quale gioco fosse): le tessere con i numeri da abbinare ai segni dello zodiaco… Pensando a chissà quali astrusi collegamenti ho tentato le più folli combinazioni. Poi per fortuna qualcuno mi ha svelato l’arcano, altrimenti sarei ancora lì, presumibilmente a tenere il joystick con i piedi (provate voi con la camicia di forza addosso).

  4. Io invece ricordo ancora la mia prima volta di Silent Hill 3, quando impostai la difficoltà degli indovinelli a “Difficile” (la più alta). Ti dico solo che mi è servito aver studiato le opere di Shakespeare al liceo. Da qual momento in poi ho sempre messo difficoltà media…

  5. Silent hill è un capolavoro assoluto ho appena finito di giocare a silent hill origins questa notte verso le 5 nel letto con le cuffie, vi assicuro che fa effetto.. cmq sia un pò mi ha deluso sulla trama hanno voluto mischiare troppe cose e alla fine nn hanno ottenuto una trama pulita e comprensibbile, benchè si parli di un prequel quindi le vicende serebbero obbligate in una direzionecredo che avrebbero potuto fare di più.. nonostante questo è un Silent hill quindi chiamarlo gioco è riduttivo, se la comunità artistica comprendesse anche la narrativa videoludica silent hill ne sarebbe il portavoce..ps. silent hill 2 nn si batterà mai!!

  6. Per quanto mi riguarda posso dire che Silent hill è uno dei migliori survival horror che ho mai giocato. Le sue ambientazioni cupe BUIE e inquietanti sono le caratteristiche che ho apprezzato di più per questo videogame. Ancora più bello è il fatto che una semplice torcia ci sia di gran aiuto nel corso del gioco. Già all’ epoca della ps one silent hill è stato uno dei migliori horror (insieme alla pietra miliare Resident evil),Posso solo dire però che silent hill2 abbia totalmente battuto tutti gli altri anche per le bellissime ambientazioni come il condominio, il carcere l’ ospedale (che è presente in tutti i capitoli) .Ora dobbiamo sl vedere come sarà silent hill origins per psp!!!!!!

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